
Invelox non ha le tradizionali pale esterne e non presenta una forma affusolata e verticale ma ha invece una parte superiore a forma di imbuto che presenta prese di aspirazione capaci di convogliare le correnti ventose, provenienti da ogni direzione, verso la turbina, posizionata alla base della struttura.
Invelox riesce a funzionare anche con poco vento, poiché cattura anche le più piccole brezze, che poi acquisiscono notevole velocità all`interno del sistema grazie ad una serie di bocchette e tubi che le canalizzano verso la turbina vera e propria, deputata a trasformare l`energia cinetica del vento in elettricità.
Stando ai dati trasmessi da SheerWind, il sistema riesce a “velocizzare” notevolmente le correnti ventose prima dell`operazione di conversione in energia elettrica: per esempio un vento che tira a 16 km/h cresce ad una velocità di 64 km/h, prima di raggiungere la turbina. Si sfrutta sostanzialmente un fenomeno fisico chiamato “effetto Venturi”, secondo il quale la pressione di una corrente fluida aumenta col diminuire della velocità. In pratica, quindi, questa tecnologia accresce la velocità del vento e diminuisce la pressione, in tal modo accelerando la turbina eolica posta alla base.
Eolico: con le nuove turbine a imbuto si può ottenere il 600% in più di energia
