
Il moderno concetto di fibromialgia, invece, risale al 1978, quando due ricercatori canadesi, Hugh Smythe e Harvey Moldofky, che avevano utilizzato il termine introdotto nel 1976 da Hench, parlarono di fibromialgia per indicare gli aspetti caratteristici della sindrome, che è a genesi multifattoriale. CAUSE: Dagli studi volti a cercare la causa della FM sono emerse numerose alterazioni dei neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale (sostanze di fondamentale importanza nella comunicazione intracellulare). Se pensiamo al nostro organismo come ad un computer, nella fibromialgia le periferiche sono integre e in grado di raccogliere le informazioni correttamente, ma i dati vengono interpretati in modo errato. Uno degli effetti della disfunzione dei neurotrasmettitori, in particolare della serotonina e della noradrenalina, è l’iperattività del sistema nervoso neurodegenerativo, che comporta un deficit di irrorazione sanguigna a livello muscolare, con insorgenza del dolore. Due sono le caratteristiche diffuse e persistenti della FM: l’iperalgesia (percezione di dolore molto intenso, in risposta a stimoli dolorosi lievi), allodinia (percezione del dolore in risposta a stimoli che normalmente non sono dolorosi).
FATTORI DI RISCHIO: L’andamento dei sintomi varia in rapporto a numerosi fattori esterni: fattori climatici (i dolori peggiorano nelle stagioni di passaggio, cioè in primavera ed autunno e nei periodi molto umidi), fattori ambientali (tile di vita e grado culturale possono condizionarne il decorso), fattori ormonali (i sintomi peggiorano nel periodo premestruale, in caso di disfunzione della tiroide ecc.), fattori stressanti (discussioni, litigi, tensioni lavorative e familiari), fattori psicologici (visione pessimistica, a volte catastrofica dei normali eventi quotidiani, difficoltà nel mantenere il controllo nel proprio ambiente). La fibriomalgia in Italia non è riconosciuta come invalidante, ma in altre nazioni è la singola causa più frequente di richieste di pensioni d’invalidità: in Usa, ad esempio, il 15% dei fibromialgici riceve un indennizzo di disabilità, e il 25% viene considerato totalmente disabile). SINTOMI: I sintomi sono davvero numerosi: dolore e ipersensibilità in numerose parti del corpo, disturbi del sonno (risveglio nelle prime ore del mattino), notevole stanchezza, rigidità mattutina, colon irritabile, depressione e ansia che compromettono frequentemente lo svolgimento delle usuali attività quotidiane, occasionale presenza di nodosità palpabili in corrispondenza dei punti dolenti, emicrania, acufeni (fischi o vibrazioni nelle orecchie), bocca secca, brividi, bruxismo (denti digrignati di giorno e di notte), sensazione, mentre si cammina, di essere attratti da un lato, come se volessimo spingere la persona accanto a noi, cervicale (difficoltà di allungare la testa, che può complicarsi provocando nausea), difficoltà ad esprimersi e comunicare, a salire o scendere le scale, ad alzare o abbassare le braccia, nervi a fior di pelle, alternanza di diarrea e stitichezza, imprecisioni (ad es. nel colpire una palla), ipersensibilità (alla luce, agli odori, al rumore, all’ambiente sonoro ecc.). La sindrome fibromialgica alterna periodi di remissione parziale o totale, ad altri di ricomparsa ed intensificazione dei sintomi, per cui il paziente percorre una vera e propria “odissea medica”, tra diagnosi e terapie diverse.
TRATTAMENTO FARMACOLOGICO E NON: Diversi sono i farmaci usati nel trattamento della FM: farmaci analgesici per ridurre le rigidità e il dolore associato ad essa, antidepressivi, miorilassanti. Vi sono programmi interdisciplinari che includono tecniche di rilassamento e informazione sul dolore cronico e che possono pertanto migliorare efficacemente i sintomi e alleviare il dolore. Bisogna inoltre prendersi cura della propria persona, riducendo lo stress, evitando qualsiasi sforzo eccessivo o stress emotivo, dormendo a sufficienza, facendo esercizi appropriati (nuoto, passeggiata, acqua gym, equitazione e bici); dedicandosi allo yoga e alla meditazione, praticando l’agopuntura o trattamenti chiropratici che utilizzano spesso lo stretching e le tecniche di massaggio ). La terapia del massaggio si basa sulla manipolazione dei tessuti molli e dei muscoli per migliorare la circolazione sanguigna e aumentare il flusso di sostanze nutritive ai muscoli.
