
Esso apporterà forti rovesci di pioggia e piogge piuttosto incessanti, accompagnate da una rapida intensificazione dei venti, che spireranno con forza soprattutto sull’isola principale di Vanuatu, che entro la prossima notte sarà investito in pieno dal nucleo centrale di “Lusi”, li dove si celeranno le precipitazioni più forti. Al momento, con l’approssimarsi del bordo più orientale della tempesta, sull’arcipelago di Vanuatu si sta registrando una decisa intensificazione dei venti da Nord, che stanno soffiando con raffiche che raggiungono la soglia dei 60 km/h. All’aeroporto di Longana, sull’atollo di Ambae, il vento da Nord si sta sensibilmente intensificando, mentre la pressione barometrica sta subendo un drastico crollo, scendendo sotto la soglia dei 998-997 hpa. Indice dell’approssimarsi del cuore della tempesta tropicale all’arcipelago pacifico. Nell’ultimo metar delle 10:00 PM (ora locale) dell’aeroporto di Longana, il vento Nord spirava con una velocità media sostenuta di 50 km/h, mentre nelle raffiche di picco si superavano i 70 km/h. Da poche ore forti rovesci di pioggia accompagnati da intensi venti da Nord che toccano punte di oltre i 60-70 km/h, collegati al nucleo centrale di “Lusi”, stanno colpendo l’isola principale di Vanuatu, dove vengono segnalati anche locali allagamenti e una forte riduzione della visibilità orizzontale, legata proprio alle forti precipitazioni polverizzate dalle intense raffiche di vento.
I venti più forti, attivi lungo il lato orientale della tropical storm, dovrebbero interessare Vanuatu e l’isola di Ambae, dove localmente si potranno registrare raffiche forti, fino a 70-80 km/h. I forti venti ciclonici determineranno anche un vistoso aumento del moto ondoso nel tratto di oceano attorno lo stato insulare del Pacifico meridionale. In particolare il tratto di oceano ad est di Vanuatu, li dove agiranno i forti venti da Nord e N-NO presenti sul bordo orientale di “Lusi”, potrebbe presentarsi anche molto agitato, con la formazione di onde di “mare vivo”, alte anche più di 4-5 metri, che si propagheranno verso i piccoli atolli corallini del Pacifico meridionale, fra le isole della Lealtà e le Figi. Nel corso della nottata le forti piogge e i rovesci interesseranno anche le altre isole e atolli di Vanuatu, creando non pochi disagi. Per fortuna la tempesta non sarà lenta, ma si muoverà gradualmente verso sud-est, presentando una moderata velocità di traslazione verso il Pacifico meridionale. Ciò impedirà che le piogge più intense possano concentrarsi per molte ore sopra l’arcipelago di Vanuatu.
Solo dalla mattinata di domani, allorquando la tempesta tropicale attraverserà Vanuatu, allontanandosi verso sud-est, in direzione del Pacifico meridionale, la situazione andrà a migliorare in modo molto sensibile su tutto l’arcipelago, mentre i venti, che rimarranno molto sostenuti, ruoteranno dapprima da S-SE e SE, per poi disporsi dal pomeriggio successivo più da SO e O-SO, andandosi gradualmente ad indebolirsi. Nel frattempo “Lusi”, nella giornata di mercoledì, spostandosi verso il Pacifico meridionale, e spingendosi sopra acque superficiali molto calde che saranno in grado di fornire una grande quantità di calore latente pronte a rinnovare l’attività convettiva nel centro della tempesta, potrebbe temporaneamente rafforzarsi, rischiando addirittura di trasformarsi in un ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti capaci di superare la soglia dei 120-130 km/h (seppur per poche ore). Stando alle previsioni elaborate dai principali centri di calcolo “Lusi”, mercoledì, transiterà ad ovest delle Figi, senza interessarle da vicino, per virare più verso sud-sud/est e sud. Nel suo piccolo la tempesta tropicale “Lusi” rischia di avere anche un ruolo determinante nello sviluppo del fenomeno di “El Nino”, lungo il Pacifico equatoriale. Difatti la tropical storm, pur spingendosi verso sud-est, in direzione del Pacifico meridionale, contribuirà a spingere la vasta superficie di acqua calda, presente sopra il Pacifico occidentale, fra le isole indonesiane, il nord dell’Australia e Papua Nuova Guinea, verso il Pacifico centro-orientale, grazie allo sviluppo dei sostenuti venti da Ovest e O-NO, di richiamo lungo il lato settentrionale della circolazione depressionaria tropicale. Questa ventilazione occidentale, meglio nota col termine di “Westerly wind bursts”, oltre a spingere le masse d’acqua molto calde dal Pacifico occidentale al Pacifico centrale, risulterà determinante nell’inibizione della circolazione degli Alisei sul Pacifico centro-orientale e per la formazione della famosa “onda di Kelvin” che metterà le basi per il venturo “Nino” dell’estate 2014.
