Monti della Tolfa, il lieve sisma di due giorni fa a 43 anni dal disastroso terremoto di Tuscania

tolfaIl 4 marzo alle ore 22.48, un sisma di magnitudo locale 2.3 è stato registrato dall’INGV nella zona dei Monti della Tolfa, nel Lazio settentrionale. Il sisma, che ha avuto epicentro fra i comuni di Blera e Monte Romano (Viterbo), seppur di lieve entità ha richiamato l’attenzione per l’insolita localizzazione. Si tratta della Tuscia, un territorio geograficamente segnato dal passato vulcanico dell’area. Nella zona si succedono infatti antichi apparati vulcanici ormai estinti, e altopiani formati da materiale piroclastico accumulatosi fino a poche decine di migliaia di anni fa (un tempo geologicamente molto recente), noti perlopiù come “tufi”. È la zona degli antichi etruschi, e nelle formazioni tufacee che qui si trovano ovunque, sono ancora oggi visitabili le tante necropoli lasciateci da questo popolo.

L’area della Tuscia ricade al di fuori dell’area appenninica: gli apparati vulcanici attivatisi in quest’area furono il prodotto della migrazione verso est della catena montuosa, che spostandosi verso ovest, come un’onda, faceva distendere ed assottigliare la crosta terrestre nella fascia tirrenica, richiamando magmi in superficie. Nella Tuscia non si registrano i forti terremoti che purtroppo colpiscono con frequenza la dorsale appenninica da nord a sud, perché non sono presenti i movimenti tettonici tipici delle aree di catena collisionale. Basta consultare la mappa della sismicità del Lazio (una delle story maps da poco pubblicate dall’INGV) per constatare come la stragrande maggioranza dei sismi si concentri sull’Appennino. Ciò non vuol dire però che nella Tuscia non si verifichino rari eventi sismici talvolta anche di modesta entità, a causa di piccole faglie locali. Secondo la classificazione sismica del territorio italiano del resto, il comune di Blera (vicino al quale è stato registrato il sisma) è classificato in zona 2b, quindi con un rischio moderato, mentre altre aree limitrofe sono in zona 3.

Proprio circa 25 km a nord di Blera, sorge lo storico centro di origine etrusco di Tuscania, noto per l’elevato patrimonio archeologico e di beni culturali. Il 6 febbraio del 1971, poco più di 43 anni fa, un terremoto di magnitudo 4.5 la distrusse parzialmente, causando ben 31 morti. È uno dei terremoti forse meno ricordati della storia recente d’Italia, ma oltre al carico di morti e feriti provocò gravissimi danni al patrimonio storico locale, danneggiando seriamente le chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore. Ancora oggi c’è disaccordo fra la comunità scientifica sulle cause del sisma. Secondo alcuni fu provocato da una piccola faglia locale, mentre secondo altri fu causato dal collasso di una piccola caldera situata nella zona, uno dei relitti della passata attività vulcanica.