Comunemente si pensa che l’oceano sia blu perché riflette il colore del cielo, ma è una spiegazione del tutto errata.
Il colore dell’oceano dipende invece dal modo in cui questo assorbe la luce, secondo il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Quando la luce del Sole colpisce l’oceano, l’acqua assorbe a differenti profondità i colori delle radiazioni infrarosse, ma anche di quelle ultraviolette: ciò che rimane per ultimo, e che vediamo, sono le radiazioni corrispondenti al blu.
Il NOAA sottolinea che l’oceano può assumere anche diverse colorazioni, come rosso o verde, se la luce “rimbalza” su oggetti come sedimenti o alghe. Ad ogni modo, l’intensità del blu varia in base alla capacità che l’acqua ha di assorbire la luce: in un bicchiere è trasparente perché non ci sono abbastanza molecole d’acqua da assorbire una sufficiente quantità di luce. L’oceano invece diventa sempre più blu man mano che si scende in profondità: le molecole d’acqua assorbono come prima cosa le radiazioni infrarosse, rosse e ultraviolette, poi quelle gialle, verdi e viola. L’ultima ad essere assorbita è quella blu, ad una profondità che è quella massima raggiungibile dalla luce, secondo la NASA.
La spiegazione diventa evidente se si osservano foto scattate sott’acqua senza flash o altre fonti artificiali: anche i pesci tropicali più colorati, a quella profondità, sono semplicemente blu.