I nuovi materiali “rappresentano una semplice dimostrazione della potenza di questo approccio, che potrebbe un giorno essere usato per progettare dispositivi piu’ complessi come celle solari, materiali che si riparano da soli oppure anche sensori diagnostici“, sostiene Timothy Lu, docente di ingegneria biologica ed autore dello studio. Lu e colleghi hanno scelto di lavorare con il batterio E. coli perche’ questo produce naturalmente biofilm che contengono le cosiddette “fibre curli”, proteine amiloidi che aiutano l’E. coli ad attaccarsi alle superfici.
Ricerca: creati materiali viventi da cellule batteriche
