Roma, preoccupazione per l’allarme arsenico nell’acqua: disagi e polemiche

Disagi e polemiche. L’emergenza “acqua all’arsenico” che ha colpito alcune zone di Roma Nord spinge molti residenti a mettersi in coda nei supermercati per fare scorte di minerale ed eleva la temperatura dello scontro politico. Sette gli acquedotti coinvolti, 500 le utenze interessate: l’ordinanza del sindaco Marino, datata 21 febbraio ma pubblicata ieri sul sito del Campidoglio, vieta fino al 31 dicembre di consumare acqua per uso alimentare, igiene personale e ogni altro utilizzo in diverse strade dei Municipi XIV e XV (Malborghetto e aree ex ente Maremma di Osteria Nuova nel XV, e Santa Maria di Galeria, Tragliatella, Piansaccoccia e una porzione del consorzio di Cerquette Grandi nel XIV). “Una comunicazione tardiva”, accusa l’opposizione, pronta a gridare alla sottovalutazione del problema.Mentre l’Arsial fa muovere le prime autobotti per il rifornimento idrico, il vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Massimiliano Valeriani, parla senza mezzi termini di “questione molto grave che richiede la massima trasparenza anche nella gestione delle responsabilita’, considerando che riguarda circa 500 famiglie che sulla propria bolletta hanno da tempo ben evidenziato la dicitura ‘acqua non potabile'”. Il divieto sara’ pure “a titolo precauzionale”, e applicato in larga parte a utenti che gia’ si servivano di pozzi ma Luca Gramazio, Giovanni Quarzo e Vincenzo Leli (Forza Italia) rinfacciano all’amministrazione di centro-sinistra di avere fatto “ancora un gran bel buco nell’acqua. E, anche se avvelenata, se n’e’ lavata le mani. Una cosa e’ certa – dicono – l’acqua non porta bene a Marino e compagni, prima con l’alluvione e ora la figuraccia con gli acquedotti pieni di arsenico e il roboante silenzio stampa, senza nemmeno un manifesto ad avvertire la cittadinanza”. C’e anche chi come Fabrizio Santori, consigliere regionale membro della commissione Ambiente, tramite il comitato ‘DifendiAmo Roma’ ha promosso “una class action contro Roma Capitale, la Regione Lazio, Arsial, Acea Ato 2 che nel 2004 avevano sottoscritto un protocollo d’intesa per effettuare degli interventi di sistemazione degli acquedotti, ora inquinati dall’arsenico, denominati Malborghetto, Camuccini, Piansaccoccia, Monte Oliviero, Santa Maria di Galeria, Brandosa, Casaccia-S.Brigida”. E’ stata “messa a rischio”, dice, “la salute pubblica di interi quartieri”, e i cittadini hanno diritto a sapere fino a che punto.