La malattia della Guerra del Golfo non e’ nella testa ma nei mitocondri dei veterani, secondo un nuovo studio dell’Universita’ della California che ha dimostrato per la prima volta che i soldati arruolati nel conflitto del 1990-1991 affetti dalla “Gulf War illness” mostrano alterazioni delle funzioni dei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule. I risultati, pubblicati sulla rivista Plos One, potrebbero aiutare a creare innovativi trattamenti che potrebbero curare non solo i veterani ma anche le truppe che soffriranno di problemi simili in futuro. L’indagine ha utilizzato la spettroscopia fosforica (31P MRS) che rivela le quantita’ di composti contenenti fosforo nelle cellule. Si tratta di composti importanti per la produzione di energia cellulare, in particolare la fosfocreatina che diminuisce nelle cellule muscolari durante l’esercizio. Il recupero della fosfocreatina richiede piu’ tempo quando la funzione mitocondriale e’ anomala e il ritardo e’ generalmente riconosciuto come una conferma di disfunzione mitocondriale. Dagli esami e’ emerso che i veterani affetti dalla sindrome della Guerra del Golfo manifestano un significativo ritardo del recupero della fosfocreatina dopo una serie di esercizi. “La funzione mitocondriale alterata – ha spiegato Beatrice Golomb, autrice dello studio – e’ correlata a molti sintomi della malattia della Guerra del Golfo simili a quelli che emergono nelle malattie mitocondriali, tra cui affaticamento, problemi muscolari e cognitivi, disturbi gastrointestinali e neurologici e intolleranza agli esercizi”.
Salute: la malattia della guerra del Golfo non è nella testa ma nei mitocondri dei veterani
