E’ la prima volta che si arriva a un ‘soffio’ dal Big Bang, ossia a una frazione di secondo dopo la nascita dell’universo, e questo risultato apre un nuovo capitolo della fisica. Cosi’ l’astrofisico Paolo De Bernardis, dell’universita’ di Roma La Sapienza e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), commenta la scoperta dei primi ‘tremori’ del Big Bang, basata sull’esperimento Bicep 2. Per De Bernardis, ”e’ un risultato affidabile ottenuto da gruppi di ricerca eccellenti ed e’ molto importante per diversi aspetti”. In primo luogo, spiega ”e’ la prima volta che si sondano gli attimi vicini al Big Bang e c’e’ un dato sull’inflazione cosmica, ossia sulla rapidissima espansione dell’universo avvenuta subito dopo il Big Bang”. Finora si era arrivati a 380.000 anni dalla nascita dell’universo, qui sottolinea l’astrofisico, ”siamo appena a una frazione di secondo dopo il Big Bang”. Inoltre, per l’esperto adesso si potra’ studiare nei dettagli il fenomeno dell’inflazione e si potra’ ottenere l’identikit dell’energia che l’ha prodotta. ”Ora – spiega – sappiamo quale e’ la scala dove dobbiamo misurare il segnale nella polarizzazione della radiazione cosmica di fondo per capire quale e’ l’energia che ha prodotto l’inflazione cosmica”. A questi obiettivi sta lavorando anche De Bernardis che coordina un progetto (finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana) che prevede il lancio di un pallone stratosferico chiamato Large Scale Polarization Explorer (Lspe) fra circa due anni. E’ un risultato molto importante anche per la fisica delle altissime energie, conclude l’astrofisico, perche’ attimi dopo il Big Bang si sono generate energie molto elevate impossibili da riprodurre negli acceleratori di particelle e in questo modo fisici e astrofisici possono usare l’universo come laboratorio.