In un futuro prossimo anche le auto saranno in grado di capire se il guidatore e’ stanco, e’ distratto, ha bevuto e persino se e’ nervoso, una condizione che puo’ aumentare il rischio incidenti. A capire l’umore di chi si mette al volante e’ un prototipo presentato dall’Ecole Politecnique di Losanna, che lo sta mettendo a punto in collaborazione con una casa automobilistica francese. Il dispositivo svizzero consiste in una telecamera dietro il volante collegata ad un algoritmo per il riconoscimento facciale, che per i primi test si e’ concentrato solo su irritazione e disgusto, anche se in futuro verra’ ‘allenato’ anche a capire la stanchezza e la distrazione sempre attraverso il volto. Al computer e’ stato ‘insegnato’ a riconoscere le espressioni con una serie di foto, quindi il dispositivo e’ stato testato con successo su alcuni video. ”Le tecnologie per il riconoscimento facciale sono molto promettenti, ma al momento la loro efficacia non e’ ottimale, bastano delle ombre per ‘imbrogliare’ il computer – commenta Antonio La Gatta, ingegnere. ”Questi dati potrebbero funzionare se accoppiati ad esempio a quelli presi da un accelerometro sullo stile di guida”. I tempi sono ormai pronti, spiega La Gatta, perche’ le ‘scatole nere’ abbiano una diffusione molto piu’ ampia. ”Dal punto di vista della tecnologia ormai non ci sono piu’ problemi, e una direttiva europea in discussione potrebbe renderle obbligatorie sulle auto nuove entro il 2015. Quella che abbiamo realizzato noi misura il tasso alcolico ed e’ in grado di non far partire l’auto se i livelli sono elevati, ma anche 14 diversi indici sullo stile di guida, compresi due legati alla personalita’ e alle ’emozioni’, ricavate non dall’immagine del pilota ma dalle caratteristiche della guida. Serve una normativa chiara, che in Italia non c’e’ ancora”.
Tecnologia: in arrivo le auto che capiscono se il guidatore è a rischio

