“L’urlo di cui hanno parlato in molti – qualcuno lo ha definito vagito – non viene affatto dal Big Bang bensi’ da un effetto prodotto dall’urlo (o vagito) trecentocinquantamila anni dopo il Big Bang”: lo sostiene il professor Antonino Zichichi, presidente della World federation of scientists, commentando l’annuncio della scoperta dei primi ‘tremori’ del Big Bang, ossia gli effetti prodotti dalla grande esplosione che ha dato origine all’universo e al processo di espansione attivo ancora oggi. L’annuncio, basato sui dati dell’esperimento Bicep 2, viene dall’universita’ americana di Harvard. Zichichi spiega cosi’: “Immaginiamo di essere fuori da una casa. In quella casa c’e’ una grande stanza in cui accade qualcosa. Noi non riusciamo a vedere direttamente quel che accade. Osserviamo pero’ che i vetri della finestra di quella stanza vengono rotti. Non perche’ riusciamo a osservare quell’evento (urlo o vagito) ma perche’ osserviamo l’effetto di quell’urlo (o vagito) sui vetri”. Ma cosa bisognerebbe fare per osservare l’urlo o vagito? “Il Big Bang -chiarisce Zichchi- produce onde gravitazionali. Bisognerebbe osservare le onde gravitazionali, non gli effetti che queste onde producono trecentocinquantamila anni dopo. E’ questo il problema chiave: osservare le onde gravitazionali prodotte nell’Istante del Big Bang. Questo non lo ha saputo fare finora nessuno. I fisici americani avrebbero dovuto spiegare meglio il risultato del loro esperimento. Ci sono infatti esperimenti in corso proprio al fine di osservare le onde gravitazionali prodotte nell’Istante del Big Bang. E’ un tema che sara’ discusso alla prossima Scuola di Erice in programma a giugno”.
Teoria dell’inflazione, Zichichi: non è stato osservato l’urlo del Big Bang ma il suo effetto

Il Big Bang. Credit: NASA
