Violento temporale con spettacolare “Shelf Cloud” su Sydney, tutta colpa dell’ingresso improvviso del freddo “Southerly Buster”

21Come vi abbiamo riportato, lo scorso mercoledì, la città di Sydney è stata colpita da un forte temporale, accompagnato da impressionanti “nubi accessorie” che hanno affascinato residenti e turisti. L’imponente temporale, proveniente da O-SO, è stato preceduto dall’avanzamento di una spettacolare Shelf Cloud” che si è posta davanti il muro di pioggia, dal quale ha partorito forti raffiche di vento legate ai “Downbursts”. In realtà temporali di questo tipo, preceduti da spettacolari “Shelf Clouds”, o addirittura “Roll Clouds”, sono abbastanza comuni nell’Australia sud-orientale, ed in particolare nell’area fra le città di Melbourne e Sydney, durante l’autunno australe. Sono quasi sempre legati al passaggio di un fronte freddo, preceduto da masse d’aria piuttosto fredde, d’origine sub-polare marittima, che dall’oceano Indiano meridionale risalgono in direzione della Tasmania e del mar di Tasman, interessando gli stati dell’Australia sud-orientale. L’arrivo del fronte temporalesco, sovente, come è successo proprio lo scorso mercoledì, si accompagna all’ingresso del “Southerly Buster”, un vento freddo e umido, a volte molto turbolento e burrascoso, che soffia da SO, lungo tutta la costa sud-orientale australiana, ed in particolare nello stato del Nuovo Galles del Sud, dove produce bruschi cali termici, anche dell’ordine di -10°C -15°C in poche ore.

Il “Southerly Buster” non di rado può originare vere e proprie tempeste, con forti raffiche da O-SO e SO che possono superare la soglia dei 100 km/h. Esso si accompagna, nella maggior parte dei casi, al passaggio di un fronte freddo, provenienti da sud-ovest o da O-SO, seguito da masse d’aria molto fredde e umide, d’origine sub-polare marittima, che dall’oceano Indiano meridionale risalgono verso gli stati australiani di Victoria e del Nuovo Galles del Sud, investendo in pieno le aree di Melbourne e Sydney. Il “Southerly Buster”, in ogni peggioramento che coinvolge i territori dell’Australia sud-orientale, viene preceduta dall’attivazione del caldo e polveroso “Brickfielder”, che comincia ad alzarsi non appena una circolazione depressionaria attraversa le coste meridionali australiane, dalla Gran Baia Australiana verso lo stato di Victoria e il Nuovo Galles del Sud o più sud passando a ridosso della Tasmania, con il fronte caldo che inizia a muoversi in direzione del mar di Tasman.  Durante il passaggio del fronte freddo si assiste ad un rapido peggioramento del tempo, con la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi per l’insorgenza di varie “Cellule temporalesche” e sistemi convettivi a mesoscala, che si localizzano lungo la linea di confluenza fra l’aria calda e molto secca da NO, spinta dal “Brickfielder”, contro le masse d’aria molto più fredde e umide, di origine sub-polare marittima, trasportate dal “Southerly Buster”, con intensi e rafficati venti da SO.

L’aria molto più fredda e umida, d’origine sub-polare marittima, che risale dall’oceano Indiano meridionale verso lo Stretto di Bass e la Tasmania, da SO e S-SO, tende a scontrarsi con l’aria molto più calda e secca che domina il settore pre-frontale, costringendo quest’ultima ad essere bruscamente scalzata verso l’alto, generando cosi gli intensi moti convettivi (forti correnti ascendenti) che favoriscono la formazione dei forti temporali, in qualche caso si possono originare persino spaventose “Supercelle temporalesche” (con intensi moti rotatori che possono produrre “roll clouds” e fenomeni vorticosi disastrosi) fra lo stato di Victoria ed il Nuovo Galles del Sud. All’interno della linea di convergenza, che si associa con il fronte freddo, si possono sviluppare fenomeni temporaleschi veramente estremi, in grado di dare luogo a forti grandinate, violenti “Downbursts” e alle volte persino dei “tornadoes” distruttivi che precedono la “Squall Line” di tipo frontale che investe lo stato di Victoria e il Nuovo Galles del Sud. Dopo il transito del fronte freddo, l’ingresso a tutte le quote dei più freddi e umidi venti del “Southerly Buster”, che pilotano aria fredda di matrice sub-polare marittima, comporta una drastica riduzione delle temperature, che possono crollare anche sotto i -10° -15° in meno di 24 ore.