Allerta Meteo Roma: rischio piogge e temporali sulla giornata dei 4 Papi. Le previsioni per la canonizzazione di domani

Quella di domani a Roma sarà la giornata dei quattro Papi. Simbolo forte nell’era di un Pontefice, Jorge Mario Bergoglio, che ha parlato senza mezzi termini, nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, della necessità di “conversione del papato“.
Giovanni Paolo II è divenuto beato e poi santo in tempi molto rapidi. Pochi mesi dopo la morte si è aperta la sua causa di beatificazione, grazie a una dispensa di Benedetto XVI. Alla fine, il primo maggio del 2011, sei anni dopo la morte, il Papa tedesco lo ha proclamato beato. Papa Bergoglio ha poi deciso la canonizzazione di Giovanni Paolo II.

giovannipaolo4Il miracolo che ha condotto Papa Wojtyla alla beatificazione è riguarda una suora francese, Marie Simon Pierre Normand, guarita da malattia parkinsoniana. Quello per la canonizzazione la guarigione di Floribeth Mora Diaz della Costa Rica, che era stata colpita dalla rottura di aneurisma dell’arteria celebrale media destra con emorragia giudicata inguaribile che l’avevano in cura. Papa Francesco ha voluto – diversamente da come si aspettava qualcuno in Polonia – che la cerimonia di canonizzazione di Wojtyla fosse celebrata contemporaneamente a quella di Giovanni XXIII. La festa di San Wojtyla sarà il 22 ottobre, data dell’inizio del suo ministero papale. La festa di San Roncalli sarà l’11 ottobre, anniversario dell’apertura del Concilio vaticano II.

Singolare destino quello di Angelo Roncalli, il Papa del Concilio vaticano II, deciso a dialogare con la modernità mandando in cantina l’epoca degli anatemi, amato anche fuori dal perimetro della cattolicità. Nel suo percorso verso l’onore degli altari è sempre stato “accoppiato” a Pontefici che hanno incarnato un’idea più identitaria della Chiesa. Paolo VI decise di avviare il processo di beatificazione di Giovanni XXIII assieme a quello di Pio XII, che nel frattempo ancora non è divenuto beato. Per volontà di Giovanni Paolo II Roncalli è poi divenuto beato lo stesso giorno di Pio IX, il Papa anti-modernista, il tre settembre del 2000. Ora diventa santo assieme al Papa polacco. Il Papa argentino ha scelto di canonizzarlo con una procedura straordinaria, “pro gratia”, senza cioè l’accertamento di un secondo miracolo dopo quello per la beatificazione (la guarigione nel 1966 a Napoli di suor Caterina Capitani).

Sarebbe improprio definire Wojtyla un Papa “di destra” e Roncalli un Papa “di sinistra”. Lo riprova la reazione stizzita che i lefebvriani, gruppo cattolico scismatico e ultratradizionalista, hanno dedicato ad entrambi i Papi santi: “Come sarà possibile – ha scritto di recente il superiore della fraternità oltranzista, mons. Bernard Fellayproporre a tutta la Chiesa come esempi di santità, da una parte l`iniziatore del Concilio Vaticano II e, dall’altra, il Papa di Assisi e dei diritti dell’uomo? Il dilemma più grave poi consisterà nel dare pubblicamente una sorta di riconoscimento di autenticità cattolica senza precedenti a un tale Concilio: come sarà possibile garantire con il sigillo della santità i suoi insegnamenti che hanno ispirato tutta la condotta di Karol Wojtyla e i cui frutti nefasti sono l’indice inequivocabile dell’autodistruzione della Chiesa?”. Di certo, però, i due Pontefici hanno impersonato, anche a causa del frangente storico nel quale vissero, due idee diverse di Chiesa. Preoccupato di aggiornare il magistero e di dialogare con il mondo, Giovanni XXIII, campione di una Chiesa che si opponeva al comunismo, alla secolarizzazione, alle derive del capitalismo, Giovanni Paolo II. Con decisioni, prese di posizione, discorsi che spesso spiazzavano il loro entourage, suscitavano reazioni e resistenze nella Curia romana, li stagliava come personalità magari controverse ma di statura decisamente maggiore rispetto a chi li circondava.
Canonizzandoli insieme, Jorge Mario Bergoglio sottolinea che la Chiesa ha saputo esprimersi con accenti e personalità differenti. Il Papa chiamato “quasi dalla fine del mondo” per riorganizzare la Curia romana e rilanciare la fede cattolica ha come piorità del suo pontificato la riforma della Chiesa. Riforma degli organigrammi, riforma degli stili di vita, riforma della pastorale, al fine di mettere le basi per una Chiesa meno autoreferenziale, meno romano-centrica, più missionaria. “Preferisco una Chiesa incidentata che malata“, ha detto più volte. “Oggi possiamo chiedere allo Spirito Santo che ci dia la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa“, ha detto una mattina in una messa a Casa Santa Marta. E ai ragazzi argentini incontrati alla Giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro, la scorsa estate: “Fate chiasso, fate casino, smuovete la Chiesa“. La riforma, la “conversione”, secondo Bergoglio, non riguarda solo questioni come gli scandali della pedofilia o dello Ior, i temi controversi della comunione ai divorziati risposati o dell’omosessualità, il rapporto dei sacerdoti col denaro o la formazione nel seminario (non pu essere un “rifugio” per chi ha “problemi psicologici” e se un candidato al sacerdozio non ha vocazione è meglio che abbia il “coraggio” di “cercare un’altra strada“). Ma investe lo stesso papato. Non sarà forse il Papa argentino, che pure – raccontano – ha accarezzato l’idea di trasferirsi a San Giovanni in Laterano, a smontare la “corte” vaticana. Ma di certo Jorge Mario Bergoglio sta modificando, giorno dopo giorno, la stessa figura del Papa. Uno choc che accompagna al tributo nei confronti dei suoi predecessori.

DOMANI UNA GIORNATA SPECIALE – Un evento planetario, un’occasione storica e probabilmente irripetibile. Oltre un milione di persone in piazza San Pietro, per una stima di circa due miliardi di spettatori che da tutto il mondo punteranno lo sguardo verso Roma: domani due Papi proclameranno santi due predecessori tra i piu’ amati nella storia della Chiesa. Ultime ore di preparativi per la cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, presieduta da Papa Francesco e a cui prendera’ parte come officiante anche il Papa emerito, Benedetto XVI. La macchina organizzativa e’ al lavoro gia’ da molte settimane per predisporre nel minimo dettaglio l’accoglienza nella Capitale dei pellegrini (solo dalla Polonia di Wojtyla e’ prevista un’invasione di devoti), ai quali si aggiungono i semplici turisti presenti nella Citta’ eterna per i ponti di primavera. Ecco alcuni numeri e dettagli relativi all’evento, in continua evoluzione.

TRASPORTI E TRASFERIMENTI – In aereo, in treno e anche in nave: cosi’ sono in arrivo a Roma i fedeli. La maggior parte di loro trascorrera’ a Roma due giorni, ma sono tantissimi anche i pellegrini che arriveranno in mattinata per assistere alla cerimonia e ripartiranno di sera. Dopo l’arrivo nella Capitale, per facilitare gli spostamenti all’interno della citta’ e verso il Vaticano sono stati potenziati sia i trasporti regionali, con il 70% in piu’ di treni straordinari in servizio, che quelli cittadini: saranno intensificate le corse delle linee autobus e tram, in particolare quelle dirette verso piazza San Pietro, ma soprattutto le linee della metropolitana A e B sono aperte h24 fino alle 0.30 di lunedi’ (la B1 invece fino all’1.30 di domenica mattina e poi dalle 5.30 alle 23.30).

FORZE DELL’ORDINE, PRESIDI MEDICI E VOLONTARI – Ingente lo ‘schieramento’ di Polizia, Carabinieri, vigili urbani e personale vario per accogliere, informare, smistare la grande massa di pellegrini, assicurando la sicurezza. Il Viminale ha disposto nei giorni scorsi l’invio di circa 2.500 agenti in rinforzo alle 800 unita’ gia’ presenti sul territorio, cui vanno aggiunti 250 unita’ dei vigili del fuoco, fornite di attrezzature e mezzi speciali, e 2.600 unita’ della Protezione civile. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, la Croce rossa mette a disposizione 600 volontari provenienti da tutta Italia, 6 strutture di posto medico avanzato, 23 ambulanze per soccorso avanzato, 33 ambulanze di soccorso di base, un punto mobile di rianimazione, 2 automediche, 43 squadre sanitarie a piedi, una tenda per codici bianchi e 5 punti mamma.

COSTI DELL’EVENTO – Un evento di portata storica presuppone risorse ingenti. Solo il Campidoglio ha messo a disposizione oltre 5 milioni di euro, cui vanno sommati i costi di cui si fara’ carico lo Stato e circa 500mila euro stanziati dal Vicariato di Roma.

CHIESE APERTE PER LA ‘NOTTE BIANCA’ DI VEGLIA – Stasera, vigilia della celebrazione, la diocesi di Roma promuove una vera ‘notte bianca’ di preghiera in alcune chiese del Centro storico, in cui sara’ possibile pregare in diverse lingue e confessarsi. Tra queste, la chiesa di Sant’Agnese in Agone, quella di San Marco al Campidoglio, Sant’Andrea della Valle e San Giovanni in Laterano.

QUATTRO AREE AGGREGAZIONE OLTRE SAN PIETRO – Non solo San Pietro, via della Conciliazione e i giardini di Castel Sant’Angelo. A disposizione dei fedeli sono state allestite quattro altre grandi aree di aggregazione, raggiungibili in bus navetta, con maxischermi che trasmetteranno la cerimonia in varie lingue. Si tratta di via dei Fori Imperiali, Santa Maria Maggiore, piazza Farnese e piazza Navona.

NUMERI DI ‘SERVIZIO’ – I volontari della Protezione civile si occuperanno di supportare la folla, ad esempio distribuendo circa 4 milioni di bottigliette gratuite di acqua. Nella zona intorno al Vaticano, in particolare a ridosso del colonnato, sono collocati circa 1.000 bagni chimici la cui igiene e’ garantita da una presenza massiccia di personale dell’Ama. Per consentire una partecipazione totale della citta’ all’evento, sono 18 i maxischermi allestiti in vari punti del territorio, dal Centro all’aeroporto di Fiumicino. In piazza San Pietro saranno presenti oltre 5mila sacerdoti che concelebreranno la funzione con Papa Francesco, mentre saranno diverse centinaia i preti e i diaconi che distribuiranno la comunione in mezzo alla folla. Oltre 1 milione e 200mila, infine, le immagini dei Papi santi da distribuire ai fedeli e messe a disposizione dall’Opera romana pellegrinaggi.

LE PREVISIONI METEO – Le previsioni meteo per domani, domenica 27 aprile, rimangono preoccupanti. Come abbiamo già anticipato da giorni, una nuova profonda perturbazione atlantica arriverà sull’Italia proprio domattina, provocando sin dalle prime ore della giornata forti precipitazioni al nord/ovest. Mentre il “clou” del maltempo sarà tra Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia colpite da piogge torrenziali e copiose nevicate oltre i mille metri di altitudine, il fronte freddo avanzerà anche più a sud verso le Regioni centrali tirreniche e a Roma, dove inizierà a piovere nel corso della mattinata, probabilmente intorno alle 11:00, dopo le schiarite delle prime ore del mattino. Piogge e temporali colpiranno la Capitale tra mezzogiorno e le 17 del pomeriggio, con il rischio di provocare disagi in una giornata così importante e particolare. Per monitorare la situazione in diretta potete scorrere le nostre news in tempo reale e le pagine del nowcasting: satelliti, situazione, fulminazioni, radar e webcam. Sulla nostra pagina di facebook trovate ulteriori aggiornamenti e potete interagire con la Redazione inviando foto, segnalazioni o qualsiasi tipo di riflessione. Se volete, scriveteci e inviateci le foto anche all’indirizzo di posta elettronica, redazione@meteoweb.it.