
Sotto gli sguardi divertiti dei turisti, decine di persone che si oppongono al progetto di esplorazione petrolifera al largo delle isole Baleari, alcune travestite da demoni, hanno formato una catena umana su una spiaggia di Palma di Maiorca. Le Baleari, paradiso dei turisti, “non sono una colonia di una impresa petrolifera e ancora meno dell’Europa. Riteniamo che i danni che potrebbero derivarne sarebbero ingenti perché il Mediterraneo è un ecosistema chiuso e piccolo”, hanno affermato gli organizzatori in un comunicato.
In una mobilitazione storica per le Baleari, più di 10.000 abitanti, sostenuti dalle autorità locali, avevano manifestato giàa a fine febbraio contro le perforazioni petrolifere.
Le proteste si sono intensificate anche nell’arcipelago delle Canarie, al largo delle coste africane, dove delle perforazioni del gruppo Repsol potrebbero prendere il via già questa estate.