Nessuna foresta e’ un’isola: un nuovo studio pubblicato su Nature rivela che approcciare alla conservazione della biodiversita’ delle foreste come se i frammenti forestali tra un insediamento umano ed un altro fossero isole a se’ e’ un metodo poco efficiente che non permette di ricostruire le reali dinamiche attive nei contesti tropicali. La teoria dell’equilibrio della biogeografia insulare e’ stata in origine sviluppata per prevedere i modelli seguiti dalla biodiversita’ sulle isole e successivamente applicata anche alle foreste tropicali. La ricerca, condotta da Gretchen Daily (Stanford University), ha dimostrato l’inaffidabilita’ dell’approccio confrontando la diversita’ tra pipistrelli in due ecosistemi diversi, un lago a Panama e una riserva forestale in Costa Rica. Dalle osservazioni e’ emerso che i frammenti di foreste supportano la diversita’ dei pipistrelli in modi totalmente differenti dalle vere isole, dato che rivela che l’applicazione dell’island biogeographic theory alla “terraferma”, in particolare ai tropici, distorce le prospettive delle strategie di conservazione.
