Ambiente, l’appello degli agronomi: pianificazione e prevenzione per una montagna vivibile

Bosco_larice_Foliage__PNGPIl bosco buono crea sicurezza per i cittadini. Il bosco cattivo, invece, gravi difficolta’ nella gestione del territorio. Progettazione, pianificazione e prevenzione per una maggiore sicurezza e minori costi per la collettivita’. E’ questa, in sintesi, la ricetta per una montagna vivibile nel rispetto del paesaggio, secondo quanto e’ emerso dal convegno dal titolo ‘Interazioni tra infrastrutture lineari e ambienti forestali e naturali: tra progetto e gestione’, organizzato dal Conaf e dalla Federazione dei dottori Agronomi e dei dottori forestali della Lombardia. “Se vogliamo fare riforme istituzionali -ha sottolineato il presidente Conaf, Andrea Sisti- e’ arrivato il momento di mettere mano a un’architettura normativa che si sovrappone anche a quella europea e che non abbiamo saputo sviluppare. In tema di progettazione sono presenti diversi strumenti normativi ma abbiamo ritenuto che l’istituzione dello strumento della conferenza dei servizi avrebbe potuto risolvere tutto senza pero’ poi dare risposte in tempi utili a chi deve operare sul territorio”. “Dobbiamo trovare strumenti -fa notare- che riescono a mettere insieme la multidisciplinarieta’ degli interventi ma avere anche il coraggio di non intervenire e quindi di effettuare la valutazione prima di intervenire”. Ha illustrato il recente protocollo siglato dal Conaf con il dipartimento della Protezione civile la vicepresidente, Rosanna Zari, documento “che ha l’obiettivo -ha spiegato- di creare una rete di professionisti a disposizione del Paese, non solo nel periodo di emergenza ma in fase di previsione e di prevenzione”. “Come professionisti mettiamo a disposizione le nostre esperienze e professionalita’ – ha sottolineato – per supportare la protezione civile del paese, in settori di nostra competenza come gli incendi boschivi ed il rischio incendi di interfaccia; ma anche le sistemazioni idraulico-agrarie e le stime danni a fabbricati rurali”. Il presidente della Federazione Lombardia, Gianpietro Bara, nei saluti di benvenuto ha ricordato l’importanza del tema delle infrastrutture lineari (es. linee elettriche, di servizio, telefoniche, impianti di risalita per uso turistico o trasportistico, strade, principali e forestali o di servizio per l’ambiente montano), dove le esigenze di servizio e di funzionalita’ talvolta vanno a scontrarsi con quelle di gestione dei soprassuoli interessati e con la tutela di scenari paesaggistici vincolati. Fabio Salvietti, dottore forestale, ha parlato dell’impatto paesaggistico delle infrastrutture, illustrando situazioni diverse a seconda delle altitudini che cambia: “Troviamo la presenza dell’uomo -ha detto- nelle infrastrutture con i rifugi, esempi paesaggistici positivi sull’Adamello, scendendo sale la vegetazione arborea il paesaggio cambia. Troviamo quindi altri segni di presenza dell’uomo, come le dighe, che sono ancora presenze paesaggisticamente sostenibili . Abbiamo quindi praterie seminaturali-pascoli-pascoli di fondovalle e la presenza dell’uomo si inizia a vedere, seppur in modo non invasivo”. Ha invece sottolineato l’aspetto della sicurezza delle infrastrutture Francesco De Mori, evidenziando esempi comuni di situazioni di pericolo estremo: “La sicurezza -ha spiegato- va dalla stabilita’ delle piante alla sistemazione di un prato: le slavine, ad esempio avvengono dove ci sono prati abbandonati, mentre la stabilita’ della pendice migliora se i prati sono ben governati. La normativa -ha ricordato- stabilisce che il risarcimento spetta a chi compie il danno”. Della prevenzione del rischio valanghe in provincia di Brescia ha parlato Gianmaria Tognazzi, della Provincia di Brescia, che ha ricordato i molti siti a rischio valanghe proprio nella zona di Ponte di Legno e illustrato il sistema di prevenzione della Protezione Civile. Riccardo Mariotti, direttore del Consorzio Due Parchi, ha illustrato l’esperienza dell’ampliamento del demanio sciabile di Temu’-Ponte di Legno; il direttore Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, Vittorio Ducoli, ha parlato delle infrastrutture lineari nelle aree protette: “All’interno dei parchi si trovano -ha sottolineato- praticamente tutte le infrastrutture lineari, un’area protetta nel momento in cui valuta una infrastruttura di carattere lineare deve tener conto di elementi paesaggistici; fra i compiti che un’area protetta assolve ci sono anche quelli della conservazione del paesaggio”. Nel suo messaggio l’assessore Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, ha elogiato il convegno di Ponte di Legno: “Crediamo fortemente -ha ribadito- in un nuovo sistema di pianificazione, basato su un modello di accentuata collaborazione che deve scaturire da una condivisione degli obiettivi e da una nuovo approccio culturale alla pianificazione. Siamo convinti che in queste politiche complesse ma sempre piu’ necessarie per il rilancio economico regionale sia fondamentale la piu’ ampia partecipazione, e che non si possa prescindere dal contributo fondamentale dell’ordine dei dottori agronomi e dottori forestali”.