Dopo le varie scosse che negli ultimi mesi continuano a ripetersi con una grande frequenza lungo tutto il bacino del mar Mediterraneo, ed in Europa, si comincia a riscontrare una certa “psicosi da terremoto” da parte dell’opinione pubblica. In realtà gli eventi sismici degli ultimi giorni di strano hanno ben poco. Basti pensare che l’Europa e il bacino del Mediterraneo, nel corso delle varie epoche storiche, sono stati scossi da svariate sequenze sismiche che hanno causato ingentissimi danni, spopolamenti e migliaia di vittime, anche in luoghi da sempre ritenuti immuni dagli eventi tellurici di elevata magnitudo. Il XVIII secolo sarà ricordato come uno dei periodi più nefasti per l’Europa colpita da una lunga serie di catastrofi naturali, epidemie e carestie che seminarono migliaia di morti per l’intero continente. Proprio in questo secolo si sono concentrati alcuni dei più disastrosi eventi sismici che fino ad ora hanno colpito l’Europa e parte del Mediterraneo, Italia compresa. Persino importanti città, oggi divenute gigantesche metropoli, ritenute tranquille dal punto di vista sismico, sono state soggette a improvvisi scuotimenti del terreno con danneggiamenti più o meno gravi. L’8 Febbraio del 1750 Londra, come il resto dell’Inghilterra, venne scossa da un improvviso sisma che provoco uno spavento generale fra i londinesi, non abituati a convivere con i terremoti.
Il tremore non fu molto forte, ma sufficiente per far vibrare le case, le finestre, costringendo le persone a precipitarsi per strada in preda al panico. I londinesi rimasero particolarmente turbati da quella scossa visto che nei secoli precedenti Londra non aveva sperimentato mai terremoti di una certa intensità, ma al massimo lievissime scosse appena percettibili. Ma dopo una serie di scosse minori, avvertite in gran parte dell’Inghilterra, circa un mese dopo, una seconda scossa, molto più forte di quella precedente, fece di nuovo ballare la capitale inglese. Stavolta il terremoto fu talmente forte da far suonare le campane delle chiese, far cadere numerosi camini e distruggere alcuni edifici, gettando i londinesi nel terrore. Diversi edifici rimasero danneggiati da quel movimento del terreno, con la caduta di intonaci e comignoli dagli edifici più voluminosi. Sulla costa inglese, sezioni di muri caddero a Dover e una frana espose una nuova parte viva delle bianche Scogliere.

