Aviaria: quasi 100 morti in Cina dall’inizio d’anno, ma l’epidemia è in calo

Sono quasi 100 le persone uccise dall’influenza aviaria dall’inizio dell’anno in Cina. I 96 casi vanno ad aggiungersi ai 46 decessi del 2013 quando il virus H7N9 si diffuse nella parte meridionale del Paese in due ondate: la prima all’inizio dell’anno e poi di nuovo in autunno. L’epidemia sembra, tuttavia, aver rallentato il suo corso: secondo i dati pubblicati dalla Commissione per la Pianificazione Familiare e per la Sanita’, a marzo, i contagiati sono scesi a 24, dai 96 di febbraio e 1 127 di gennaio. Nei mesi scorsi il livello d’allerta era rimasto alto soprattutto in coincidenza delle festivita’ del Capodanno cinese di fine gennaio, quando il consumo di pollame e’ tradizionalmente al picco. Tra le misure adottate, la chiusura dei mercati di polli nelle zone piu’ a rischio. Gli scienziati cinesi e l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ sono d’accordo comunque nell’escludere qualsiasi ipotesi di trasmissione uomo-a-uomo, nonostante alcuni casi di contagio all’interno dello stesso nucleo familiare.

La ricomparsa del virus H7N9 ha causato pesanti anche perdite economiche dovute al brusco calo del prezzo di polli e di uova che ha intaccato il bilancio di oltre 40 milioni di allevatori. Numeri alla mano, secondo quanto riportato a fine gennaio dallo Shanghai Securities News, fino ad allora l’epidemia di aviaria era costata alla Cina, in termini economici, oltre 20 miliardi di yuan, quasi due miliardi e mezzo di euro.