Camomilla: la pianta aromatica sacra al dio Sole Rà, ricchissima di proprietà medicamentose e cosmetiche

white garden camomilesLa Chamomilla matricaria, appartenente alla famiglia delle Asteraceae (Compositae), è una piantina aromatica erbacea annuale, che può raggiungere i 50 cm di altezza,, con foglie profondamente divise in segmenti stretti (lacinie), che fiorisce da maggio a settembre, con capolini gialli, contornati da petali rivolti verso il basso, come piccole margherite. Nel Papiro di Ebers è documentato il suo impiego fin dai tempi degli Egizi, che la consideravano una pianta sacra al dio Sole Rà. Usata da Ippocrate, Galeno e Discoride, citata nei Capitolari di Carlo Magno, la camomilla è uno dei più noti rimedi della medicina popolare e, per via della sua azione calmante nei casi di isterismo e dolori mestruali, è stata chiamata anche “il rimedio delle donne”. Ippocrate, considerando le sue proprietà ipnotiche, la ritiene utile per alleviare i dolori del parto; mentre il medico romano Castore Durante, nel XVI secolo, scrive che la camomilla “…risolve, digerisce, mollifica, mitiga i dolori, è antispasmodica nei dolori della vescica e dell’utero, dei reni e del ventre, è antiepilettica, vulneraria e febbrifuga”.

Etimologicamente, il nome “camomilla” deriverebbe dal latino “chamomilla”, derivato a sua volta dal greco “khamaimelon”, formato da “chamai = piccolo, nano” e da “mélon = mela” quindi “piccola mela”, ricordando il profumo tipico di alcune varietà di mele. Ciò sembra abbastanza plausibile, dato che, ad esempio in spagnolo, la camomilla si chiama “manzanilla” cioè “melina o piccola mela”. Il termine “matricaria”, invece, otrebbe derivare dal latino “mater = madre” o da “matrix = utero”, poiché in passato veniva data alle donne partorienti , sul presupposto che esplicasse un’azione benefica sulla muscolatura nelle donne gravide. La camomilla, originaria dell’Europa meridionale, oggi diffusa in tutto il mondo, si trova in Italia ai margini dei campi, dal mare fino alle regioni submontane, diventando a volte persino infestante nelle colture cerealicole.

Essa è un efficace calmante e antispasmodico, sedando gli spasmi dello stomaco e dell’intestino dovuti a nervosismo e ansia, è utile nella cura delle coliche, soprattutto quelle renali e biliari, stimola la motilità del tubo digerente, per cui è indicata a chi soffre di gas in eccesso grazie al suo effetto carminativo e a chi è stato operato di recente; è indicata, sotto forma di tisana, in caso di indigestione o digestione pesante, per calmare nausea e vomito e per stimolare leggermente l’appetito; normalizza la quantità e la periodicità del flusso mestruale, alleviando i dolori del ciclo; contribuisce ad abbassare livelli elevati di colesterolo, contenendo vitamina colina, che favorisce l’eliminazione dei grassi del sangue; è consigliata a chi ha la febbre (soprattutto ai bimbi), facendo abbassare la temperatura e stimolando la traspirazione; modera le reazioni allergiche (es. asma, rinite e congiuntivite; ha potere cicatrizzante, emolliente e antisettico, per cui utile per lavare le ferite, le ulcere e le infezioni cutanee; l’azulene è efficace contro lo Stafilococco emolitico e il Proteus; l’infuso di camomilla costituisce un ottimo collirio per fare lavaggi oculari in caso di congiuntivite o di irritazione oculare e si utilizza anche come antinfiammatorio, in impacchi, per eczemi, eruzioni e altre malattie della pelle. I lavaggi anali con l’infuso decongestionano le emorroidi; l’olio di camomilla è antireumatico, pertanto è impiegato per fare frizioni in caso di lombaggine, di torcicollo, di dolori reumatici e di contusioni.

La camomilla è ampiamente utilizzata in ambito cosmetico: l’acqua del suo decotto, aggiunta a quella del bagno, esercita un’azione rilassante; è impiegata come shampoo soprattutto per i bambini in tenera età, grazie alla sua azione delicata slla cute; come schiarente per le sue proprietà coloranti dovute alla presenza di glucoside e apigenina, come emolliente per donare lucentezza e morbidezza ai capelli e come prodotto dopo sole per le sue proprietà lenitive e rinfrescanti. Per preparare l’infuso di camomilla occorre: un cucchiaio di fiori essiccati in una tazza d’acqua bollente, lasciando in infusione per 60 minuti per poi filtrare il tutto. Per ottenere un olio semplice per uso esterno: macerate per una settimana 60 g di fiori secchi, sminuzzati finemente, in 500 g di olio d’oliva. Scaldate a bagnomaria per 2 ore, mescolando di tanto in tanto. Lasciate intiepidire, filtrate con tela spremendo bene. Conservate in bottiglie di vetro scure a chiusura ermetica. Di solito la camomilla è presente nelle nostre dispense all’interno di piccole bustine che, seppur dandoci l’illusione di farci risparmiare tempo ed essendo economicamente più convenienti, contengono camomilla setacciata, la peggiore; per cui è consigliabile acquistare le piante officinali sfuse, annusandole e toccandole…solo così si può imparare a conoscerle e ad apprezzarle al meglio. Alcune curiosità: alcune gocce di olio essenziale sulle punture di insetti ne alleviano il dolore; mentre le bustine di camomilla negli armadi allontanano le tarme.