
La legislazione Ue in materia di quote di emissione CO2 per il settore dell’aviazione riguardera’ solo i voli all’interno dell’Unione europea fino all’inizio del 2017, e solo successivamente si applichera’ a tutti i voli da e per l’Ue, secondo le norme approvate giovedi’ dal Parlamento. E’ quanto prevede il testo approvato dal Parlamento Ue nel quale gli eurodeputati hanno anche richiesto agli stati membri di riferire come sono spese le entrate della vendita all’asta delle quote di emissione. “Per quanto riguarda l’ambiente, questo testo non e’ solo migliore rispetto alla posizione del Consiglio, ma anche migliore rispetto alla proposta della Commissione. Ringrazio i miei colleghi per aver dato il sostegno che la proposta meritava”, ha detto il relatore Peter Liese (PPE, DE). L’accordo informale col Consiglio dei ministri, e’ stato approvato da 458 voti a favore a 120, con 24 astensioni, dopo aver incontrato l’opposizione, il mese scorso, della commissione ambiente. “L’elemento principe per noi riguarda il campo di applicazione. Il sistema di emissioni sara’ nuovamente e completamente applicato dopo il 2016. Il Parlamento non poteva accogliere la volonta’ del Consiglio di “fermare il tempo” fino al 2020, Liese ha aggiunto. Nei negoziati, i deputati hanno anche assicurato l’introduzione di disposizioni che impongono agli stati membri di riferire come spendono i ricavi delle aste sulle quote ETS. Tali proventi, dovrebbero essere utilizzati per affrontare il cambiamento climatico e la ricerca di fondi, in particolare, per il trasporto a basse emissioni soprattutto nel settore aeronautico. Tale trasparenza e’ fondamentale per sostenere gli impegni internazionali dell’Ue, secondo i deputati. Ora l’atto legislativo dovra’ essere approvato dal Consiglio dei Ministri prima di entrare in vigore.