Clima: Italia, l’inverno 2013-2014 è stato il secondo più mite dal 1800

CALCODCALDOSecondo le prime elaborazioni effettuate da Universita’ di Ferrara e dall’ISAC-CNR, il trimestre invernale appena concluso e’ stato il secondo piu’ mite dal 1800, con un’anomalia complessiva positiva di +1.8 C rispetto alle medie climatiche 1961-1990 e secondo soltanto al 2007 (+2.02 C di scarto positivo). Tale surplus termico ha caratterizzato in particolare le regioni settentrionali, un valore davvero eccezionale che supera anche quello che caratterizzo’ la terribile estate del 2003“. Lo spiega il climatologo e meteorologo Massimiano Fazzini, professore di rischio climatico e geologia applicata del Dipartimento di Fisica e scienze della Terra dell’Universita’ di Ferrara. “Dal punto di vista pluviometrico – aggiunge -, abbiamo assistito ad un inverno altrettanto eccezionale per le cumulate rilevate e per la frequenza dei giorni con precipitazione. Lo scarto pluviometrico positivo a livello nazionale e’ stato del 62%, ma sul Triveneto e sui rilievi di spartiacque emiliani ha toccato il 300%, con cumulate mensili spesso superiori a 700 mm, con punte prossime ai 1000 mm nelle testate delle valli appenniniche del parmense, reggiano e modenese. Tali valori rappresentano i massimi stagionali mai registrati dal 1920“. “Complessivamente – conclude Fazzini – nell’Italia settentrionale abbiamo vissuto il terzo inverno piu’ piovoso da quando esistono monitoraggi continui dopo quelli del 1951 e del 1826. Infine, anche il mese di marzo ha evidenziato anomalie pluviometriche positive, mediamente del 100%“.