Ridurre il surriscaldamento climatico a due gradi centigradi entro la fine del ventunesimo secolo, produrrebbe un rallentamento medio della crescita mondiale dello 0,06% (RPT 0,06%) del pil all’anno. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto sul clima presentato stamani a Berlino dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). ”Non significa che il mondo deve sacrificare la crescita per salvare l’ambiente. E’ un ritardo della crescita economica, ma non e’ un sacrificio”, ha precisato in proposito il co-presidente del terzo gruppo di lavoro Ottmar Edenhofer, durante la conferenza stampa di presentazione del lavoro. Tra l’altro, ha aggiunto Edenhofer, questo scenario non esclude dal costo stimato, il risparmio che deriverebbe dalla limitazione dei fenomeni atmosferici estremi e dall’inquinamento dell’aria che respiriamo.
L’Italia e l’Unione europea, attraverso le direttive degli ultimi anni, sono tra le realta’ ”piu’ avanzate” al mondo nel contrasto al surriscaldamento globale. Lo ha detto all’ANSA Sergio Castellari, delegato del governo italiano al Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). ”L’Italia – ha spiegato Castellari – segue le direttive europee sul 20-20-20” (ridurre del 20% le emissioni di gas serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo da fonti rinnovabili entro il 2020). Inoltre negli ultimi anni nel nostro Paese, come in Germania, ”la crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili e’ stata molto forte”. Secondo Castellari una della cause piu’ significative dell’aumento dei gas serra registrato dal rapporto Ipcc – ”il dato piu’ rilevante” – e’ l’uso ancora intensivo di carbone, che ha prezzi interessanti, da parte di Paesi che stanno riducendo le fonti nucleari, come la Germania, e da parte di alcuni Paesi asiatici.
”In Italia, come anche in generale negli altri Paesi, c’e’ una tendenza forte a prendere nuovi impegni e misure capaci di affrontare e migliorare la situazione, relativamente alla limitazione del surriscaldamento globale”. Lo ha detto all’Ansa Gaetano Leone, vice-segretario generale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc).
