“Il terremoto di oggi in Calabria ci ricorda ancora una volta quanto il territorio italiano, soprattutto al Sud ma comunque in tutto il Paese, è ad alto rischio terremoti. Dovremmo avere la capacità e la cultura di capire che questi fenomeni sono naturali per il nostro territorio, e soprattutto dovremmo capire che i terremoti non uccidono. Ad uccidere sono le case, che spesso sono fatte male. In Calabria abbiamo ancora la nefasta cultura dell’abusivismo, invece se costruissimo bene rispettando le norme, potremmo stare tranquilli come accade in altri Paesi, non avremmo nulla da temere“: a dichiararlo in una intervista a MeteoWeb è stato poco fa Carlo Tansi, grande esperto dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell’I.R.P.I. (Research Institute for Geo-Hydrological Protection).

Tansi continua: “i terremoti i terremoti superficiali sono i più pericolosi. In Calabria abbiamo faglie sia superficiali che profonde, perchè sotto i nostri piedi l’Africa si sta avvicinando all’Europa, in questo scontro il continente più pesante che è l’Africa (perchè è più densa), scende sotto quello più leggero, che è l’Europa, e in questo scorrimento in profondità (subduzione geologica), le rocce si rompono e creano i terremoti. In Calabria le zone di maggiore sismicità con le faglie più pericolose (quindi quelle superficiali) sono lo Stretto e tutta la dorsale Appenninica, con un sistema di faglie che parte dalla Sicilia orientale e risale verso nord, attraversa lo Stretto e passa da Aspromonte, Serre, Lamezia Terme, Valle del Crati e Pollino“.
“Nelle prossime ore – conclude Tansi – avremo modo di analizzare meglio la scossa di stamattina“.
