Frana Courmayeur, CNR: monitorata ma estremamente complessa

Courmayeur“E’ una frana estremamamente complessa, conosciuta e monitorata da anni per capire criticita’ e scenari evolutivi che possono portare pericoli per le popolazioni”. Cosi’ Daniele Giordan, ricercatore dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Centro nazionale ricerche (Cnr), impegnato nel monitoraggio della frana di La Saxe, a Courmayeur (Valle d’Aosta), spiega all’agenzia Dire l’evoluzione della situazione. Si tratta di una frana “superiore agli otto milioni di metri cubi e quella che stiamo guardando ora riguarda ‘solo’ 400mila metri cubi- ricorda il ricercatore- e questi 8 milioni di metri cubi sono caratterizzati da una serie di ‘pezzi’, ciascuno con una sua evoluzione”. Adesso “un pezzo che ha avuto una accelerazione da questa primavera, va giu’ di 3 metri al giorno”, spiega Giordan. La frana di La Saxe, pero’, rassicura il ricercatore, “e’ figlia dell’evoluzione naturale del dissesto” e, almeno per questa volta, citare l’influenza dei cambiamenti climatici “puo’ essere fuorviante”. Insomma, in un’Italia fragile che crolla in diverse sue parti a causa del dissesto idrogeologico, l’evento di Courmayer attira l’attenzione, ma stavolta si tratta di una frana monitorata da anni, come ricordato anche dal Capo della Protezione civile Gabrielli. La situazione comunque “e’ in evoluzione, e prevedere quello che succedera’ e’ difficilissimo”, ribadisce il ricercatore. Il gruppo di lavoro che si occupa del monitoraggio “ha definito gli scenari che hanno generato la procedura d’evacuazione delle 80 persone” che vino nell’area interessata. In questi casi “e’ fondamentale la cautela e non rischiare sulla vita delle persone- conclude Giordan- bisogna sempre pensare allo scenario peggiore a scopo precauzionale”.