Per decenni il gigante gassoso del nostro sistema solare ha alimentato vari dibattiti circa la sua funzione nei confronti del nostro pianeta. Per alcuni è capace di attrarre numerosi corpi rocciosi grazie alla sua intensa attrazione gravitazionale, mentre per altri la sua gravità potrebbe anche modificarne la traiettoria inviandone qualcuno ad intersecare l’orbita terrestre. Con la sua enorme massa, pari a 320 volte quella della Terra, la sua gravità non solo influenza i piccoli asteroidi che incorrono lungo il suo cammino, ma influisce anche sugli altri pianeti del sistema solare, tra cui anche il nostro. Ma cosa sarebbe accaduto se Giove avesse avuto un’orbita più eccentrica? La vita sulla Terra esisterebbe come noi la conosciamo? Se n’è occupato in maniera dettagliata uno studio pubblicato sul sito Arxiv preprint e presentato presso l’Australian Space Science Conference, chiamato “il ruolo di Giove nel guidare l’evoluzione orbitale della Terra“. Da quanto è emerso, sembra che la posizione di Giove sia determinante per le variazioni orbitali del nostro pianeta, andando ad influenzare la quantità di Sole che riceviamo sulla superficie. Grazie alle immagini del telsocopio spaziale Kepler della NASA, oggi conosciamo parte dei meccanismi che regolano gli altri sistemi planetari, compresi quelli in cui i pianeti giganti gassosi sono vicini alla loro stella madre. La ricerca della vita sui pianeti extrasolari è spesso focalizzata su quelli rocciosi o di dimensioni simili alla Terra, che orbitino alla giusta distanza dalla stella per permettere all’acqua di rimanere allo stato liquido. E’ la nota zona abitabile dei sistemi solari. Tuttavia, altri fattori incidono anche notevolmente, come l’inclinazione dei poli e l’eccentricità dell’orbita, che potrebbero subire variazioni a causa dei pianeti circostanti. I ricercatori si sono quindi interessati agli effetti della Luna sul clima della Terra. Secondo David Waltham, geologo alla University of London e co-autore dello studio, è sbagliato affermare che il nostro unico satellite naturale stabilizzi l’orbita terrestre. “Al cntrario – spiega – quasi ne destabilizza l’asse“. Certo, se andasse via improvvisamente sarebbe una catastrofe per la vita sulla Terra, ma la domanda da porsi è la seguente: “cosa sarebbe accaduto se la Luna avesse avuto dimensioni più grandi sin dall’inizio?”. “Ogni pianeta inizialmente stabile tende a divenire instabile man mano che la sua rotazione rallenta – aggiunge lo scienziato – ma senza una luna, questo potrebbe richiedere decine o migliaia di miliardi di anni“. Avere un satellite delle dimensioni della Luna precede il rallentamento della rotazione, che nel caso della Terra, ci impiega “solo” 6 miliardi di anni. In altre parole la Luna ha contribuito per 4,5 miliardi di anni a far decelerare la rotazione terrestre, ma non a stabilizzarla. Analizzando la dinamica della formazione e dell’evoluzione del sistema solare, i ricercatori hanno notato che sette degli otto pianeti sono nelle stesse condizioni di partenza in termini di massa, posizione e orbita. Uno soltanto, ossia Giove, ha mantenuto la stessa massa, ma è stato spostato in vari modi. Il modello, in conclusione, ha mostrato che la differenza di posizione del pianeta gigante comporta un cambiamento nell’orbita e nell’inclinazione della Terra e un conseguente cambio climatico, che però nessuno è in grado di quantificare. Da queste analisi i ricercatori hanno compreso che non esiste un modello standard per lo sviluppo della vita. Un pianeta che ruota molto velocemente potrebbe facilitare l’evoluzione di determinati tipi di forme di vita a scapito di altre.
