Tra 72 ore il pianeta Marte sarà allineato con la Terra e il Sole. Una situazione che si verifica ogni 778 giorni e che viene chiamata dagli astronomi “opposizione“. Per capire al meglio ciò che avviene lungo l’orbita degli astri possiamo ipotizzare che la Terra e Marte siano due auto da corsa su piste circolari. Poichè la Terra è più vicina al Sole di quanto non lo sia il pianeta rosso, essa viaggia più velocemente, completando il circuito (rivoluzione) in 365 giorni. Marte, più lontano, richiede più tempo, 687 giorni. Le orbite planetarie, che in questo contesto stiamo immaginando come circuiti, non sono però cerchi esatti, ma percorsi ellittici. Un’intuizione che ebbe Johannes von Kepler nel XVI secolo, quando scoprì che i pianeti si muovono lungo percorsi leggermente ellittici intorno al Sole, distinguendo un punto più vicino (perielio) e uno più lontano (afelio). Alcuni pianeti, come Venere e la Terra, seguono percorsi quasi perfetti, altri, come Mercurio e Marte, seguono percorsi più ellittici, descritti dai ricercatori come eccentrici.
Il giorno dell’opposizione, che quest’anno cadrà l’8 Aprile, Marte, la Terra e il Sole saranno allineati lungo una linea retta. Sei giorni più tardi, nella notte tra il 14 e il 15 Aprile, i due pianeti saranno ancora più vicini tra loro a causa dell’eccentricità dell’orbita, arrivando a soli 92 milioni di chilometri. In alcune circostanze, come nel caso di Agosto 2003, Marte raggiunge distanze cosmiche molto piccole in relazione alla distanza media dalla Terra, andando a determinare le grandi opposizioni. D’altro canto, esistono anche le opposizioni sfavorevoli, come quella dello scorso Marzo 2012, che si verifica quando Marte si trova nei pressi dell’afelio. Nei prossimi anni, fino a Luglio 2018, le opposizioni saranno sempre più favorevoli, rendendo il pianeta rosso un facile bersaglio anche per gli strumenti più piccoli. Ad occhio nudo Marte appare come una stella brillantissima di colore rossastro, facilmente rintracciabile nel firmamento. Ad una visione con un binocolo, tuttavia, il pianeta potrebbe deludere l’osservatore occasionale, che dovrà accontentarsi di sapere cosa si sta osservando. In un medio telescopio commerciale, il pianeta mostrerà i dettagli della sua superficie, comprese le calotte polari, l’orografia del suo tormentato territorio e nei telescopi più grandi, persino le nubi orografiche presenti nei pressi dei giganteschi vulcani marziani. Periodicamente, poi, non è impossibile imbattersi nelle tempeste di polvere che possono coprire l’intero globo, cancellando, tuttavia, tutti i dettagli superficiali.
