La stagione primaverile sta per entrare nel vivo: anticicloni africani in agguato verso l’area mediterranea, segnali d’avvio della bella stagione?

Siamo giunti nella seconda decade di Aprile. In questo periodo dell’anno il sole tende sempre più ad avvicinarsi allo “Zenith” (raggi solari che cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) lungo la fascia tropicale dell’emisfero boreale, tra l’equatore e il tropico del Cancro, determinando l’inizio della stagione più calda, specie nei territori con clima prettamente continentale (India, Pakistan, penisola Arabica e Sahel), dove si sfonda il muro dei primi +40°C +42°C all’ombra. Questo passaggio “zenitale” del sole sta già surriscaldando i vasti deserti della penisola Arabica e del Sahara, dove si stanno verificando i primi caldi di stagione. I passaggi zenitali del sole hanno delle importanti ripercussioni sul clima planetario, influenzando gli spostamenti del famoso “fronte di convergenza intertropicale“, noto anche come “ITCZ”. Esso rappresenta una estesa cintura di bassa pressione, di natura termica, nei bassi strati, che circonda la terra attorno l’equatore. Il regime di bassa pressione termica (valori che possono scendere sotto i 1005-1004 hpa), che predomina lunga la fascia equatoriale, è originato dal costante riscaldamento e dalla convergenza degli Alisei di NE e SE che convogliano masse d’aria molto umide e calde proprio attorno l’equatore.

Queste, scontrandosi nei bassi strati, sono costrette ad innalzarsi verso l‘alto, agevolando la formazione di forti moti convettivi (correnti ascensionali particolarmente intense) che alimentano l’insorgenza di imponenti nubi cumuliformi (cumulonembi temporaleschi che possono raggiungere anche i 16-17 km di altezza), capaci di dare luogo a forti temporali e rovesci di pioggia (alle volte accompagnate da impetuose raffiche di “downburst”) anche violenti, solitamente concentrati durante le ore pomeridiane e serali. Il “fronte di convergenza intertropicale” non resta stabile presso l’equatore, ma subisce delle periodiche fluttuazioni a sud e a nord di quest’ultimo, seguendo i passaggi “zenitale” del sole. In questo periodo, con l’avvento della primavera boreale, il sole comincia ad avvicinarsi allo “Zenith” nella fascia a nord dell’equatore, con massimi di insolazione concentrati tra i mesi di Maggio e Giugno, a ridosso del tropico del Cancro.

Ciò comporta un conseguente innalzamento dell’”ITCZ”Asia meridionale). avvicinamento del sole allo “Zenit” (sempre più alto sull’orizzonte) e alla presenza di un regime anticiclonico, con aria calda e molto secca nei bassi strati, sta favorendo una fluttuazione dell’”ITCZ” verso nord lungo il fronte africano. Le umide infiltrazioni da SO e S-SO, penetrando nei medi e bassi strati sull’aria molto calda e secca preesistente in loco, stanno già facendo scoppiare i primi forti temporali “termoconvettivi” di stagione a ridosso della fascia del Sahel, fino al Ciad meridionale e South Sudan. Un’altra nota da segnalare, a favore dell’avvento della stagione primaverile, riguarda la progressiva attenuazione del fortissimo “getto sub-tropicale” sulla fascia tropicale, ed in particolare sopra l’Atlantico tropicale e l’area del Sahara. Il rallentamento del “getto sub-tropicale”, anche se molto graduale, e il suo graduale innalzamento verso nord, agevolerà lo sviluppo, in sede tropicale (visto l’indebolimento dei forti venti occidentale in quota e la creazione di maggiori aree con scarsa ventilazione), di promontori anticiclonici abbastanza robusti e ben strutturati nell’alta troposfera, liberi di espandersi fin verso le medie latitudini, interessando più da vicino il Mediterraneo.

Il “getto sub-tropicale” sopra l’Africa settentrionale comincia ad ondularsi

Si tratta per l’appunto di strutture anticicloniche mobili che muovendosi in seno alle ondulazioni del “getto sub-tropicale” (onde tropicali) condizioneranno l’andamento meteo/climatico nella fascia temperata, con prolungati periodi di stabilità e avvezioni calde sempre più pronunciate, pronte a generare le classiche scaldate tipiche della stagione primaverile. Proprio quello che si verificherà entro metà mese sull’area mediterranea, dove, a causa dell’indebolimento del “getto sub-tropicale” sopra il Sahara centro-occidentale, si potranno generare delle ampie onde “risonanti” atmosferiche che dal cuore del Sahara si allungheranno verso l’Algeria e il nord della Libia, lambendo con la propria cresta il basso Mediterraneo. Segno inequivocabile che la bella stagione ed i periodi di maggiore stabilità e tempo anticiclonico cominciano ad avanzar, seppur con molta gradualità.