Le caratteristiche uniche del clima dell’Ecuador, Paese andino caratterizzato da innumerevoli fasce climatiche

L’Ecuador è una repubblica presidenziale del Sudamerica con un’estensione territoriale di 283.560 km² ed una popolazione di 15.444.637 abitanti. Situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica confina a nord con la Colombia, ad est e a sud con il Perù e ad ovest si affaccia sull’Oceano Pacifico; inoltre il paese possiede la caratteristica di essere attraversato dall’equatore, da cui prende il nome. La capitale è Quito, che è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità nel 1970 per avere il centro storico meglio conservato e meno alterato dell’America Latina.

La città più popolosa è Guayaquil, mentre Cuenca, la terza città più popolosa, è anch’essa Patrimonio dell’umanità, per essere un ottimo esempio di città pianificata in stile coloniale spagnolo. Fa parte dell’Ecuador anche l’arcipelago delle Isole Galápagos, situato a circa 1.000 km dalla costa e particolarmente ricco di specie endemiche, che nel XIX secolo furono profondo oggetto di studio del naturalista britannico Charles Darwin, che stava elaborando la teoria dell’evoluzione, descritta poi nel celebre libro “L’origine delle specie“. L’Ecuador, indipendente dal 1830, è una repubblica dal 1832, dopo essere stata colonia spagnola per lungo tempo e dopo aver fatto parte, per alcuni anni, della Grande Colombia, uno stato che comprendeva anche Colombia Venezuela e Panama e fondato da Simón Bolívar, il liberatore delle americhe dal dominio spagnolo.

La principale area costiera ecuadoregna è quella del bacino del fiume Guayas (dove scorrono altri fiumi importanti che scivolano dalle Ande), i cui suoli molto fertili consentono una fiorente agricoltura. La parte centrale del paese, la cosiddetta Sierra, rappresenta una estesa fascia di alteterre, lunga più di 600 km, che si articola su due catene andine, rispettivamente la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Orientale.

In mezzo a queste due catene montuose, che caratterizzano la dorsale andina, si frappone un ampio altopiano, la cui altezza media sopra il livello del mare supera i 2500 metri. Qui le temperature non variano molto durante l’anno, con valori sempre sopra i +26°C +28°C,  na si avverte una netta distinzione fra la stagione piovosa (Inverno, da Dicembre a Giugno) e quella più asciutta (Verano, da Giugno a Dicembre). Le piogge non sono abbondantissime, come invece accade nei tradizioni climi equatoriali. Basta prendere in esempio la città di Guayaquil, che annualmente riceve poco più di 1000 mm (non certo un quantitativo esagerato).

Ma progredendo a sud di Guayaquil, le precipitazioni medie annue subiscono un vero e proprio tracollo, tanto che sulle coste più meridionali dell’Ecuador, vicino i confini col Peru, la media annua è persino inferiore ai 400-500 mm. Questa marcata aridità, che caratterizza la costa meridionale ecuadoregna, da Guayaquil fino a Machala, è causata dall’ingerenza della fredda Corrente di Humboldt (o corrente del Peru) che risale dai mari antartici lungo le coste cilene e peruviane, spingendosi con i suoi margini più settentrionali sino in prossimità dell’arcipelago delle Galapagos (ciò rende questo tratto di Pacifico meridionale molto pescoso e ricco di vita).

La fredda Corrente di Humboldt è seguita da venti meridionali (sovente paralleli alla linea di costa), un pò più freschi e secchi che inibiscono notevolmente l’attività convettiva rendendo l’atmosfera molto più stabile. Scendendo ulteriormente verso sud, fra l’Ecuador e le coste settentrionali del Peru, si sperimenta la sempre più marcata influenza della Corrente di Humboldt che con le sue fredde acque superficiali raffredda sensibilmente l’aria rendendo il clima ancora più secco e scarsamente piovoso, per via dei costanti e freschi venti meridionali che rendono quasi impossibile la formazione di nubi e annesse precipitazioni.

Questo perché l’azione della fredda “corrente marina di Humboldt” provoca un brusco raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico orientale, nel tratto antistante le coste cilene, peruviane e ecuadoregne, dove i valori delle acque in genere si mantengono sui +16°C +17°C +18°C. Le fredde acque superficiali inibiscono cosi l’attività convettiva, favorendo al contempo la formazione di una permanente “inversione termica”, negli strati più bassi della troposfera, a contatto con la fredda superficie oceanica. In pratica le masse d’aria stagnanti negli strati più bassi, sopra le fredde acque oceanica, si raffreddano ulteriormente, divenendo più fredde della colonna d’aria sovrastante, con divari di oltre i +5°C +6°C fra le masse d’aria presenti a 10 metri e quelle presenti sopra i 600-800 metri. Questa particolare condizione di “inversione termica” rende l’atmosfera molto stabile, impendendo l’insorgenza dei moti convettivi (moti ascensionali) con il conseguente sviluppo della nuvolosità cumuliforme necessaria per produrre le precipitazioni nell’area tropicale.

Lungo la zona centrale della Sierra, fra la Cordigliera Occidentale e quella Orientale, il regime delle precipitazioni è largamente influenzato dalla presenza dei rilievi, che peraltro mitigano fortemente il clima, rendendolo molto gradevole lungo gli sterminati altopiani interni, dove si registrano medie annue sui +13°C +15°C, intorno i 3000 metri di altezza. Solo salendo di quota, oltre i 5000 metri, il clima comincia a divenire molto più rigido, con temperature medie prossime ai +0°C o poco sotto. Le precipitazioni, pur variando da bacino a bacino, risultano scarse. Solo nel bacino della capitale Quito, quello maggiormente piovoso, la media annua è di circa 1100 mm. Precipitazioni abbondantissime, con medie che possono superare anche i 4000-5000 mm annui, investono il versante est della Cordigliera Orientale e le limitrofe aree pedemontane, ricoperte dalla fitta foresta pluviale fino ai 2500 metri di altezza.

Queste piogge cosi abbondanti e frequenti sono dovute alla particolare esposizione del versante orientale della Cordigliera andina alle masse d’aria calde e umide, da E-NE e E-SE (Alisei di NE e Alisei di SE che convergono sopra l’Amazzonia), provenienti dalla regione amazzonica. Queste correnti calde e umide, d’estrazione equatoriale, dopo essersi ulteriormente umidificate sopra l’Amazzonia, incontrano gli imponenti rilievi della Cordigliera Orientale tendono a sollevarsi verso l’alto, favorendo lo sviluppo di intensi moti convettivi sui versanti sopravento che generano imponenti addensamenti cumuliformi (cumuli e cumulonembi molto ben sviluppati in altezza).

La “forzatura orografica” (stau) imposta da questi rilievi, ai venti sempre umidi e caldi da Est e NE, gioca un ruolo fondamentale agevolando il continuo formarsi di annuvolamenti e grossi cumulonembi temporaleschi che portano piogge e temporali. Le nuvole cumuliformi che si formano quotidianamente sui versanti più orientali della Cordigliera sono la causa dei frequenti rovesci di pioggia, degli acquazzoni e dei forti temporali che colpiscono la regione dell’Oriente.