
Per avere un’idea della difficoltà nel catturare le immagini di questi cambiamenti, basti pensare che Giove e’ un gigante gassoso che ruota su se stesso in sole dieci ore: questo fa intuire quali possano essere le forze che si scatenano, venti potentissimi, energie immani accumulate per il solo sfregamento delle particelle, porzioni di atmosfera che si muovono a velocità differente per il solo fatto di trovarsi a latitudini diverse.
”Queste forze – rileva Porcellana – si manifestano a noi anche alla nostra distanza, in quelle variopinte formazioni in continuo mutamento; purtroppo però palesare questi fenomeni ci è reso più difficile proprio dal non avere un reale punto di riferimento terrestre e dalla rotazione del pianeta’‘. Da sempre affascinato da questi fenomeni, l’astrofilo ha deciso di raccogliere dati sufficienti per evidenziare l’evoluzione dell’atmosfera nel corso di un anno. ”Per renderlo meglio percepibile – spiega – ho scelto come riferimento la grande macchia rossa ed ho deciso arbitrariamente di tenerla al meridiano centrale per valutare quindi come il resto della atmosfera si muovesse rispetto a lei”. Una composizione simile venne fatta con i dati della Cassini in avvicinamento a Giove, nel suo viaggio verso Saturno, e prima di allora dalla sonda Voyager: ”pensare che oggi lo si possa realizzare, a risoluzioni inferiori certamente, ma con strumenti alla portata di tutti, con un po’ di impegno, dal cortile della propria casa – rileva l’astrofilo – dovrebbe accendere la curiosità in ogni astrofilo su cosa potremo fare in futuro, come potremmo partecipare anche a studi professionali e non solo didattici”.