L’ondata di freddo che in questi giorni si è versata sul bassopiano della Siberia occidentale, a seguito del passaggio di una profonda circolazione depressionaria sul mar di Kara, nei prossimi giorni tenderà a traslare verso levante, coinvolgendo più da vicino i territori della Siberia occidentale, dove si verificherà un significativo calo dei valori termici, per l’affondo di una vera e propria avvezione fredda fino al cuore delle steppe e i deserti dell’Asia centrale. L’avvezione fredda, difatti, traslerà verso la Siberia centrale, per merito di un “tilting” verso levante del promontorio anticiclonico mobile interciclonico, che dalla Russia europea si sposterà in direzione del Kazakistan e della Siberia sud-occidentale. Lungo il bordo orientale di questa figura anticiclonica dinamica, di carattere mobile, scivolerà buona parte dell’aria fredda che nei giorni scorsi si è versata sopra il bassopiano della Siberia occidentale. Una parte di questa aria molto fredda, di lontane origini artiche, nel corso della giornata di domani affonderà in direzione del Kazakistan orientale, causando dei rovesci di neve sparsi, per poi penetrare fino alla regione occidentale cinese della Zungaria, attraverso una sostenuta e fredda ventilazione dai quadranti settentrionali che scavalcherà rapidamente i rilievi dell’Altaj, per riversarsi sopra l’arido deserto di Taklamakan, nella regione autonoma Uigura dello Xianjiang, nella parte occidentale della Cina, dove si verificherà un drastico calo termico, accompagnato dall’avvento di intensi venti da NO e N-NO che spazzeranno lo Xianjiang e l’Altaj mongolo, con raffiche forti, capaci di lambire la soglia dei 70-80 km/h.

L’aria fredda e pesante, in seguito, sfogherà pure sulla Mongolia occidentale, sotto forma di intensi e burrascosi venti da NO che verranno ulteriormente accentuati dal forte “gradiente barico orizzontale” che si verrà a scavare fra il Kazakistan centro-orientale, dove si stabiliranno i massimi barici al suolo dell’anticiclone mobile interciclonico (oltre 1030 hpa) in spostamento verso levante, e la Mongolia centro-occidentale, dove si andrà a formare una circolazione depressionaria orografica sottovento ai monti Saiani (minimo barico di 995 hpa). Questa notevole compressione del “gradiente barico orizzontale” fra le opposte figure bariche, sopra descritte, addenserà un fitto groviglio di isobare, fra il deserto di Taklamakan e la Mongolia centro-occidentale, che attiverà una intensa ventilazione da NO pronta a spazzare buona parte della regione autonoma Uigura dello Xianjiang e la Mongolia centro-occidentale, fra l’Altaj mongolo e la Mongolia centrale, dove si potranno verificare anche delle nevicate e dei locali rovesci di neve che torneranno ad imbiancare fino a bassa quota i monti dell’Altaj mongolo e i rilievi Hangaj.
Il consistente “gradiente barico orizzontale” che si distenderà sulla Mongolia occidentale genererà vere e proprie burrasche di vento, a tratti anche molto forti, che spazzeranno la regione montuosa dell’Altaj, dove si potranno registrare raffiche capaci di superare la soglia degli 80 km/h, per estendersi in forma molto più indebolita fino al settore più occidentale del deserto del Gobi. L’afflusso dell’aria fredda, sul territorio mongolo centro-occidentale, determinerà anche un consistente calo termico che si farà più marcato sulle aree montuose del nord. In queste zone della Mongolia settentrionale, inclusa la capitale Ulan Bator, ubicata a 1130 metri di altezza, i termometri scenderanno rapidamente sotto i +0°C, dopo le temperature piuttosto miti archiviate negli ultimi giorni, favorendo l’avvento di precipitazioni a prevalente carattere nevoso. Ma le nevicate più consistenti, come capita sovente in presenza di avvezioni fredde provenienti dalla Siberia o direttamente dall’Artico, si verificheranno solo lungo il versante settentrionale (quello siberiano) dei monti Saiani e dell’Altaj, per lo “stau” (sbarramento orografico) esercitato da queste catene montuose alle fredde correnti da NO e N-NO, che dall’altopiano della Siberia centrale scivolano fino alla Zungaria e alla Mongolia occidentale.
I freddi venti da NO e N-NO ammasseranno una nuvolosità piuttosto consistente lungo il versante settentrionale dei monti Saiani e dell’Altaj che produrrà precipitazioni nevose significative fino a quote davvero molto basse. Nel frattempo, fra la giornata di domani e quella di giovedì, con lo spostamento verso la Mongolia orientale della circolazione depressionaria orografica che si svilupperà sul versante sottovento dei monti Saiani, un’avvezione di aria calda e molto umida, d’estrazione sub-tropicale, attiva sul lato orientale della stessa depressione in azione sull’est della Mongolia, si spingerà verso la Cina orientale, tramite il richiamo di umidi e tiepidi venti dai quadranti meridionali, in genere da Sud e S-SO, che provocheranno un brusco aumento delle temperature su tutto l’est della Cina. Basti pensare che l’isoterma di +10°C a 850 hpa (circa 1350 metri) nel corso della mattinata di giovedì raggiungerà il nord della Manciuria, lambendo i confini con la vicina Russia asiatica. La scaldata, indotta dall’avvezione calda, si farà davvero significativa. In diverse città della Cina orientale, inclusa la capitale Pechino, fra domani e giovedì i termometri potranno varcare la soglia dei +30°C +31°C, mentre l’elevata umidità relativa accentuerà l’effetto afa, specie nelle grandi città e nelle metropoli che si affacciano lungo il mar Giallo, rendendo il clima piuttosto fastidioso nelle ore centrali del giorno.
