
L’uovo ha sempre rappresentato la vita che si rinnova. Non è casuale che gli antichi Romani usassero dire: “Omne vivum ex ovo”, seppellendo un uovo dipinto di rosso nei loro campi, come rito propiziatorio per il buon esito del raccolto. Con l’avvento del Cristianesimo, molti riti pagani vennero recepiti dalla nuova religione; la stessa festività della Pasqua risente ancora di influssi antichissimi: cade, infatti, tra il 25 marzo ed il 25 aprile, ovvero nella prima domenica successiva al Plenilunio che segue l’Equinozio di primavera. L’usanza dello scambio di uova decorate si sviluppò poi anche, nel Medioevo come regalo alla servitù. Nello stesso periodo, l’uovo decorato, intrecciandosi con il Cristianesimo, divenne il simbolo della rinascita dell’Uomo, di Cristo: la diffusione dell’uovo come regalo pasquale sorse probabilmente in Germania quando, fra i tradizionali doni di Pasqua, comparve il regalo di semplici uova.
Sempre nel Medioevo, si diffuse la tradizione di creare uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi (in argento, platino o oro), destinata agli aristocratici e ai nobili: Edoardo I d’Inghilterra, ad esempio, commissionò la creazione di circa 450 uova, rivestite d’oro e donate in occasione della Pasqua. Ma la ricca tradizione dell’uovo decorato è dovuta all’orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar dell’epoca il compito di preparare un dono speciale per la zarina Maria. Per l’occasione, l’orafo creò il primo uovo-gioiello, di platino, smaltato di bianco, contenente un ulteriore uovo, in oro, che conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d’oro. La fama che ebbe il primo uovo di Fabergé contribuì anche a diffondere la tradizione del dono all’interno dell’uovo. L’uso di ornare l’uovo di Pasqua con decorazioni variopinte ha origini religiose antichissime: secondo la leggenda, Maria Maddalena, recatasi al sepolcro di Gesù insieme ad altre donne, avendolo trovato vuoto, corse alla casa nella quale si trovavano i discepoli, annunciando la straordinaria notizia. Pietro, uno dei discepoli, la guardò incredulo e poi disse: “ Crederò a quello che dici solo se le uova contenute in quel cestello diverranno rosse” e improvvisamente le uova si colorarono di un rosso intenso. In tempi più recenti, l’uovo di Pasqua per eccellenza è il classico uovo di cioccolato, la cui nascita è ancora incerta: secondo alcuni, il primo a far realizzare le uova di cioccolato fu Luigi XIV, secondo altri l’idea proviene dalle Americhe, ossia da dove la pianta di xocoatl, il cacao, è originaria.
Con tale progresso tecnologico, i maestri cioccolatieri del centro Europa poterono ammorbidire e modellare più facilmente il cioccolato, dandogli le forme più disparate (pasticche, tavolette, uova), creando appositi stampi con cui realizzare le due parti dell’uovo, per poi unirle a caldo. Nacque così la l’uovo di cioccolato “moderno”, la cui diffusione si deve al pasticciere inglese John Cadbury, a partire dal 1875. Man mano, con il miglioramento delle tecniche di produzione e di confezionamento, si cominciarono a creare diversi tipi di uova: cioccolato bianco, fondente, al latte ma anche con esterno liscio, ruvido, arricchito di nocciole ecc. Le cronache da Guinnes riportano che il più grosso uovo di cioccolato fu preparato nel 1897 da un confettiere londinese, in occasione di un matrimonio di un rampollo di casa Stuart celebrato in quel periodo: alto 9 metri, largo 18, conteneva centinaia di bomboniere da distribuire agli invitati. A proposito di uova di Pasqua curiose, nel 1869 il presidente degli Stati Uniti Grant ricevette in regalo dal chimico J.W. Hyatt un uovo apparentemente molto semplice, ma in realtà preziosissimo: era fatto di celluloide, materiale appena inventato da Hyatt.
