
La relazione tra ipertensione e problemi renali è stata chiarita da uno studio recentemente pubblicato dalla dottoressa Paola Caielli, ricercatrice che fa parte del dottorato internazionale in Ipertensione arteriosa e Biologia vascolare dell’Universita’ di Padova, e dal Centro dell’Ipertensione della Clinica Medica IV diretto dal professor Gian Paolo Rossi. La ricerca pubblicata sulla rivista “Nephrology, Dialysis and Transplantation” ha messo in chiaro la corretta terapia da applicare ai pazienti interessanti da entrambe le patologie. “Abbiamo dimostrato – spiega Cirelli – che non solo nei pazienti con stenosi piu’ gravi e complicate da edema polmonare ricorrente, angina pectoris e/o deterioramento progressivo della funzione renale, ma anche i quelli con stenosi meno gravi, la rivascolarizzazione renale mediante angioplastica piu’ stent ha vantaggi indiscutibili rispetto alla sola terapia medica ottimale nel ridurre la pressione arteriosa diastolica e il fabbisogno di farmaci antipertensivi”. “Con l’invecchiamento della popolazione – conclude la studiosa – il numero di persone che presentano lesioni arteriosclerotiche delle arterie renali e’ in costante ascesa. In anni passati questi pazienti per guarire dall’ipertensione venivano sottoposti a interventi di rivascolarizzazione chirurgica; negli ultimi decenni invece la chirurgia e’ stata soppiantata prima dall’angioplastica renale e poi dall’angioplastica piu’ stent”.