MeteoWeb»GEO-VULCANOLOGIA»Nuovo violento terremoto alle isole Salomone: è crisi sismica nel Pacifico, l’anno scorso si verificò una scossa di magnitudo 8
Nuovo violento terremoto alle isole Salomone: è crisi sismica nel Pacifico, l’anno scorso si verificò una scossa di magnitudo 8
Dopo il forte terremoto di poche ore fa, una nuova forte scossa di terremoto, di ben 7.7 Richter, pochi minuti fa ha nuovamente scosso le isole Salomone, da giorni interessate da una vera e propria “crisi sismica”, che continua a sfornare sismi di alta magnitudo. Questa “sequenza sismica” è caratterizzata da scosse molto forti, alcune anche superiori ai 6.0 – 7.0 Richter. Solo nella giornata di ieri un evento tellurico intenso, di ben 6.5 Richter, si era manifestato pochi chilometri a nord-ovest dell’epicentro della forte scossa della prima mattinata di oggi. Segno della crescente instabilità dell’area, particolarmente avvezza ad eventi sismici molto violenti, anche prossimi ai 7.8 – 8.0 Richter, e per questo potenziali fonti “tsunamigeneticheintensa attività sismica che da giorni investe questa zona del Pacifico, dell’interazione e lo sfregamento che si viene a determinare tra la area del Pacifico. Solo lo scorso anno, esattamente il 6 Febbraio del 2013, una violentissima scossa di terremoto, di ben 8.0 Richter, aveva scosso le isole Salomone, producendo anche uno tsunami di 2 metri che inondo diverse isole, inclusa Nauru e l’atollo di Ontong Java, dove l’onda penetro nelle aree più interne, distruggendo interi centri abitati e piccoli villaggi. Solo nell’isola di Nendo l’onda di tsunami, alta non più di 1.5 metri, penetrando nell’entroterra costiero spazzo via diversi villaggi, mietendo almeno 10 morti e tanti feriti. L’epicentro di quel violentissimo sisma, di 8.0 Richter, si localizzo a soli 76 km ad ovest dell’isola di Nendo, che poi risultò pure la più colpita dallo tsunami, che arrivo in pochi minuti. In quell’occasione però lo tsunami, che si propagò fino al mar di Bismark e alle coste orientali di Papua Nuova Guinea, non produsse danni significativi, salvo un temporaneo innalzamento del livello delle acque.
Questo perchè molti villaggi di pescatori erano stati messi al riparo dalle foreste di mangrovie che sono state in grado di attutire il colpo inferto dallo tsunami, evitando uno sconfinamento dell’onda di marea sulle aree più interne. Le foreste di mangrovie anche in questo episodio hanno evidenziato la loro importanza anche in merito al pericolo incombente degli tsunami. Difatti non è un caso se le antiche popolazioni dei tanti arcipelaghi che compongono il Pacifico e il sud-est asiatico (polinesiani), che conoscendo molto bene il rischio del maremoto, costruivano nelle aree più interne i loro insediamenti, al di là degli spazi occupati dalle foreste di mangrovie. Riguardo le continue scosse che stanno scuotendo le Salomone, data l’enorme energia in gioco, è auspicabile che si ripetano nuove forti scosse di terremoto, alcune anche di magnitudo superiore ai 6.0 – 6.5 Richter.