La civiltà cretese e la sua incantevole Isola di Creta, dalla quale prende il nome questo antico popolo citato nei libri di storia, ha dovuto fare i conti con l’ira distruttiva dei terremoti e di altrettanti maremoti che hanno raso al suolo quasi tutto. Intorno al 1700 a.C. i maggiori palazzi della civiltà cretese che erano stati costruiti un paio di secoli prima, furono quasi totalmente distrutti da un forte terremoto, ma il fiero popolo cretese, con tenacia, riuscì a ricostruirli più imponenti e grandiosi di prima nel 1650 a. C. un periodo per questo chiamato Neo-palaziale. Per costruire queste immense opere d’arte, note come “palazzi-città” per via delle loro gigantesche dimensioni, i sovrani cretesi impiegarono migliaia di uomini insieme ad abili architetti e agli artigiani dell’epoca.

Al centro del palazzo si apriva un vasto cortile quadrangolare che, oltre d illuminare le numerose stanze che vi si affacciavano, serviva come luogo d’incontro per lo svolgimento di cerimonie religiose, gare sportive e giochi. Sul lato ovest del cortile, si trovavano alcune stanze dedicate ai culti religiosi e alle cerimonie pubbliche, come la celebre “sala del trono” dominata da un trono di alabastro e con banchi addossati alle pareti, in cui probabilmente sedevano i consiglieri del sovrano. Sempre nel lato occidentale del palazzo vi erano grandi magazzini che contenevano gigantesche giare (pìthoi) alte anche 2 metri, destinate a conservare olio, vino, grano e frutta, cioè le riserve alimentari del palazzo. Il lato orientale era destinato invece agli appartamenti privati disposti a più piani e fiancheggiati da gradinate e terrazze. Il palazzo di Cnosso è legato da doppio filo (nel vero senso della parola) alla celebre leggenda che ha per protagonista Minosse, re di Cnosso, che aveva fatto costruire dall‘architetto Dedalo un palazzo a forma di labirinto, in cui custodiva il Minotauro, un essere mostruoso con la testa di toro ed il corpo umano, al quale ogni anno venivano sacrificati giovani inviati dalla città di Atene.
Per porre fine a questo tributo di vite umane, Teseo, giovane principe ateniese, si mescolò ai giovani e giunse a Cnosso, nnamorandosi di Arianna, figlia di Minosse. La fanciulla aiutò Teseo a uccidere il Minotauro e a uscire dal labirinto, grazie a un filo che il giovane aveva srotolato avanzando man mano nel labirinto. Minosse non fu un re veramente vissuto, ma era il nome onorifico che veniva dato a tutti i sovrani cretesi. La leggenda del Minotauro deriva dall’importanza che avevano i tori nella religione cretese, mentre il labirinto non era altro che il Palazzo di Cnosso con le sue numerosissime. Infine il sacrificio dei giovani ateniesi è una trasposizione mitica della dipendenza economica e politica che, secondo gli antichi storici greci, legava le città greche a Creta. Una reggia meravigliosa e fiabesca, un luogo da non perdere, scrigno prezioso di storia e arte, che conserva affreschi di eleganza pittorica incommensurabile, con profili stile egizio che testimoniano i continui rapporti culturali e commerciali di una civiltà sempre viva nella storia.