Se vogliamo acquistare un buon uovo di cioccolato, “dobbiamo stare molto attenti all’etichetta del prodotto, che deve riportare dati precisi sulla quantita’ di cacao e di grassi contenuti. Oltre alla quantita’, l’etichetta ci permette anche di valutare la qualita’ degli ingredienti. A volte, infatti, il burro di cacao puo’ essere sostituito da altri oli o grassi di qualita’ inferiore”. A mettere in guardia gli italiani in vista delle Feste e’ il ministero della Salute, che sul suo sito web pubblica uno speciale su storia, contenuti ed effetti della cioccolata, con tutti i dettagli da verificare in etichetta per scegliere al meglio. Sulla confezione del cioccolato deve essere indicata: la lista degli ingredienti, il contenuto minimo di cacao in % e il termine minimo di conservazione. Il cioccolato, per essere definito tale, deve contenere almeno il 35% di cacao e il 18% di burro di cacao. Devono essere assenti grassi vegetali diversi dal burro di cacao. Per quanto riguarda il cioccolato al latte le quantita’ da rispettare sono: almeno 25% di cacao e il 14% di latte. I termini ‘superiorei’, ‘fine’ o ‘finissimo’ possono essere utilizzati quando il contenuto degli ingredienti principali e’ superiore rispetto alla ricetta base. Se in etichetta viene riportata l’indicazione cioccolato ‘finissimo’, ‘extra’ o ‘superiore’, il contenuto di cacao deve arrivare almeno al 43% nel caso del cioccolato e al 30% nel caso del cioccolato al latte. I prodotti di cioccolato si conservano a temperatura ambiente, purche’ non sia molto elevata. E’ consigliabile conservare il cioccolato nella sua confezione originale oppure, in alternativa, avvolgerlo in carta stagnola e poi nella pellicola trasparente. Per mantenerlo inalterato, meglio “riporlo in un luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti di luce e di calore”. Il cioccolato mantiene intatte per diversi mesi le sue caratteristiche, ma se viene conservato in maniera inadeguata puo’ ‘fiorire’. Questo processo si presenta con l’evaporazione dell’umidita’, che comporta la presenza in superficie di particelle di zucchero, rendendola variegata e con lo sbalzo di temperatura che comporta la formazione di macchie grigio-biancastre sulla superficie. “La fioritura e’ indicativa solo di una conservazione inadeguata e il prodotto puo’ quindi essere consumato senza rischi per la salute”. Ma cosa contiene la pasta di cacao, che otteniamo con la macinatura? “E’ composta da: 53-55% di lipidi, 13-15% di glucidi, 9-10% di proteine alcaloidi (teobromina e caffeina), altri componenti (fibra, vitamine, minerali, flavonoidi) umidita’ (1-1,5%)”. Il valore energetico del cioccolato deriva principalmente dalle componenti lipidica e glucidica. Inoltre sono presenti diverse quantita’: potassio e magnesio, che intervengono nel metabolismo energetico e aiutano a sopportare meglio la fatica; ferro, uno dei costituenti dell’emoglobina, che interviene nei processi di trasporto dell’ossigeno nei tessuti; fosforo, interessato nella formazione della struttura ossea; rame, che svolge un ruolo fondamentale nell’osteogenesi; calcio (se tra gli ingredienti del cioccolato e’ presente il latte), che contribuisce alla normale coagulazione del sangue, contrazione muscolare e struttura dell’osso. E ancora vitamina B2 (riboflavina), vitamina A (retinolo), vitamina B1 (tiamina) e vitamina PP (niacina), nel loro insieme concorrono al fabbisogno vitaminico giornaliero. Nel campo della nutrizione, riflettono gli esperti del ministero, siamo soliti pensare che i cibi salutari non diano gioia al nostro palato. Ebbene, il cioccolato, oltre ad essere un piacere irrinunciabile, produce numerosi effetti benefici per la salute, sempre se consumato in quantita’ non eccessiva. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato la presenza nel cacao di composti fenolici biologicamente attivi. Il cioccolato, infatti, contiene grandi quantita’ di flavonoidi, epicatechine, catechine e procianidine. 100 grammi di cioccolato fondente contengono 50-60 mg di flavonoidi, un quantitativo maggiore di quello del te’ e del vino. Vari studi controllati condotti sull’uomo hanno dimostrato che alimenti e bevande contenenti flavonoidi “sono in grado di ridurre la pressione arteriosa e l’aggregazione piastrinica, diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari”.
