
Sulla catena appenninica ha nevicato fino a pochi giorni fa (forse l’ultima importante nevicata della stagione?), e fino a ieri la neve (seppur poca) si trovava fin dai 1300 metri di quota. Spessori molto consistenti invece sulle vette più alte, dalla Marsica al Sirente, passando per la Majella e il Gran sasso.
Da lontano, sulle cime ancora innevate, si potevano osservare oggi delle grosse chiazze di color marrone, dovute allo scioglimento del manto nevoso che porta con sé anche fango e detriti. Il manto nevoso in scioglimento è insidioso per gli escursionisti, perché la neve diventa molla e poco consistente. Il fenomeno dello scioglimento tuttavia è affascinante, perché la montagna abbandona il suo aspetto invernale preparandosi a quello estivo. In pochi giorni si assiste a un importante cambiamento del paesaggio. Sotto la neve intanto già si prepara la vegetazione primaverile, che di qui a poche settimane trasformerà le praterie appenniniche in splendidi campi di fiori. Si preparano a germogliare anche le faggete, che nelle zone interne dell’Abruzzo sono ancora spoglie, a differenza dell’Appennino laziale (più basso ed influenzato dal clima mite del litorale tirrenico) dove i boschi sono già verdi.