Il primo giorno del mese d’aprile è notoriamente conosciuto in tutto il mondo come il “giorno del pesce d’aprile“; quello in cui ogni scherzo risulta lecito, nel privato, tra amici e parenti, e nel pubblico, dove i media si danno da fare per organizzare la burla più colossale. Non tutti, però, sono dotati di senso dell’umorismo, quindi lo scherzo, pur se “legittimato” dalla ricorrenza, potrebbe non risultare gradito. Probabilmente bisogna andare molto indietro nel tempo per scoprire il primo pesce d’aprile della storia: si narra che un giorno d’inizio primavera del 40 a.C. , Cleopatra sfidò l’adorante Marco Antonio ad una gara di pesca. Per non sfigurare agli occhi della sua bella, questo ordinò ad un servo di fiducia di attaccare al suo amo (ovviamente di nascosto) il pesce più grosso che avesse trovato. La regina d’Egitto scoprì in tempo il piano del romano e così fece sostituire quel pesce grosso con uno finto, molto vistoso, realizzato in pelle di coccodrillo. E’ certo che il “pesce d’aprile” miete le proprie vittime fra i creduloni e a tale proposito i proverbi si sprecano. I romagnoli, ad esempio, usano dire: «È prem de ‘d’abril / totti agli öch al va in zir», cioè «il primo giorno di aprile tutte le oche (i creduloni) vanno in giro». Le origini del tradizionale pesce d’aprile, tuttavia, sono incerte e non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi. Secondo una vecchia leggenda, il pesce d’aprile risalirebbe addirittura alla Genesi del mondo quando il Signore, completata la Creazione, ritornò in cielo. I primi uomini, comprensibilmente disorientati, cominciarono a vagare in cerca di cibo e di un riparo per la notte, intralciati, però, dai più inetti del gruppo. Gli sciocchi dicevano “Questa pianta è troppo brutta! Non può essere buona da mangiare!”, togliendo dalle mani degli uomini intelligenti una bella carota; “Questo posto è troppo buio!”, dicevano i paurosi, impedendo agli uomini intelligenti di entrare in una grotta calda e ospitale. A quel punto, secondo la leggenda, i più scaltri, per poter lavorare meglio, ebbero un’idea: inviare gli sciocchi alla ricerca di una pianta buonissima, ma inesistente, chiamata “Succulenza”, che cresceva nel posto esatto dove tramonta gli sole.

Questa giocosa ricorrenza è legata, forse, allo zodiaco: qualsiasi evento accaduto in questa data era relazionato al fatto che il Sole lasciava la costellazione dei Pesci… da qui l’usanza di festeggiare in modo insolito che, diffusasi in tutto il mondo, ha assunto connotazioni differenti nei vari paesi. I francesi, ad esempio, utilizzano simbolicamente l’immagine del sole, nel suo passaggio dal segno dei Pesci a quello dell’Ariete; gli anglosassoni definiscono questa giornata con l’espressione “april’s fool day“, letteralmente “il giorno dello sciocco di aprile”, utilizzando la parola fool, che indica il folletto delle corti medievali; nella Scozia delle highlands invece, il pesce d’aprile ha una curiosa appendice nel taily day, ovvero “giorno delle natiche”, durante il quale, ci si diverte ad attaccare sulla schiena dei malcapitati un cartello con la scritta kick me (dammi un calcio). Insomma, un po’ ovunque, in Europa e nel mondo, quella del “pesce d’aprile” è una sottile evasione, un modo per sdrammatizzare gli eventi e “prendere la vita” con più leggerezza. Il pesciolino più dispettoso che si conosca sta già mietendo le sue “vittime” (in senso ironico) nei social network, in cui i naviganti si scambiano immagini decisamente all’insegna del sorriso… in fin dei conti, il 1 aprile il giorno in cu tutti possono dire o fare qualcosa di sordido, per poi esclamare ” Pesce d’aprile!” con un un sorriso gengivoso e di sicuro terapeutico!
