
E’ una vecchia conoscenza di tutte le mamme, un alleato contro l’influenza dei loro bimbi. Ma il paracetamolo ha anche un lato ‘oscuro’: da blando analgesico comunemente usato contro mal di testa e dolori di vario tipo puo’ trasformarsi in un nemico del fegato, se utilizzato in maniera impropria, cioe’ in sovradosaggio o associato all’alcol. Tanto che nel Regno Unito gli avvelenamenti da paracetamolo sono, secondo gli esperti, la causa piu’ comune di insufficienza epatica acuta: si stima che provochino da 150 a 200 morti e rendano necessari 15-20 trapianti di fegato ogni anno in Inghilterra e Galles. E proprio dalla Gran Bretagna arriva un nuovo modello predittivo che puo’ contribuire a migliorare la sopravvivenza delle ‘vittime’ dell’insufficienza epatica da paracetamolo. Si tratta di un metodo in grado di calcolare il rischio di mortalita’ personalizzato per questi pazienti e di identificare meglio i candidati al trapianto di fegato, migliorando potenzialmente cosi’ i tassi di sopravvivenza. Nuovi dati sono stati presentati oggi a Londra, dove e’ in corso l’International Liver Congress 2014 dell’Easl, l’associazione europea per lo studio del fegato. Il trapianto, spiegano gli scienziati, e’ il trattamento definitivo per i pazienti che rispondono ai criteri previsti, ma gli attuali strumenti di selezione non valutano i cambiamenti prognostici nel tempo ne’ quantificano il rischio di mortalita’ individuale. Gli esperti del King’s College Hospital di Londra e della Foundation for Liver Research hanno studiato un ampio gruppo di pazienti (500) con insufficienza epatica acuta correlata al paracetamolo e hanno sviluppato e validato un nuovo modello basato su una metodologia in grado di generare una predizione personalizzata del rischio di mortalita’ in assenza di trapianto. L’eta’, l’encefalopatia e la gravita’ dell’insufficienza cardiovascolare al ricovero, nonche’ le variabili dinamiche di alcuni fattori come il Ph arterioso nei primi tre giorni, sono risultati i migliori elementi predittori. “L’insufficienza epatica acuta e’ una malattia devastante che innesca una cascata di eventi che possono portare a insufficienza multipla degli organi e spesso alla morte”, spiega Markus Peck-Radosavljevic, segretario generale dell’Easl e professore associato di Medicina all’universita’ di Vienna. “Questo modello ad alto rendimento per predire la sopravvivenza di chi viene colpito da insufficienza epatica acuta indotta da paracetamolo consentira’ di valutare rapidamente ogni singolo paziente e di fornire un rischio di mortalita’ personalizzato. Di conseguenza permettera’ ai professionisti di prendere una decisione consapevole e informata sul trapianto di fegato, migliorando potenzialmente gli esiti”. Il paracetamolo, evidenziano gli esperti, e’ largamente prescritto, e’ economico, e’ un farmaco da banco. Ed e’ frequente che venga preso in sovradosaggio. Non solo: e’ particolarmente tossico se assunto in combinazione con l’alcol. Nel ’98, il governo britannico ha limitato le vendite di paracetamolo Otc a confezioni di 32 compresse da 500 mg nelle farmacie e da 16 compresse nelle parafarmacie.