Il mare, da momento di gioia e divertimento per i più piccoli, puo’ trasformarsi improvvisamente in un grande pericolo, soprattutto quando chi si tuffa in acqua non sa nuotare bene. Ogni anno in Italia circa 400 persone (piu’ di una al giorno) sono vittime di un annegamento, 100 fra i piu’ piccoli, per lo piu’ durante l’estate. A fotografare il fenomeno e’ la Societa’ italiana medici pediatri (Simpe) che da Capri lancia la prima Settimana nazionale dell’acquaticita’ in programma a luglio con la collaborazione del ministero della Salute. “L’annegamento puo’ colpire chi non sa nuotare e si trova improvvisamente in acque dove non si tocca – spiega Antonio Vitale, primario dell’Unita operativa di pediatria dell’ospedale Moscati di Avellino – in questi casi i soccorritori devono sapere cosa fare e in tempi rapidi”. La Settimana dell’acquaticita’ vedra’ in 20 localita’ balneari due pediatri della Simpe tenere ogni giorno corsi di 90 minuti per insegnare a genitori e non solo come affrontare l’annegamento e salvare una vita. Le regole base prevedono di posizionare la vittima in orizzontale, iniziando subito 2-5 ventilazioni artificiali per dare ossigeno, e fare poi un massaggio cardiaco con compressioni al centro del torace. Le tecniche base del salvataggio saranno oggi al centro di un focus al ‘CapriCampus’, il convegno che vede riuniti da sull’isola oltre 400 pediatri. La lezione sara’ coordinata proprio da Vitale e ha come obiettivo di formare 200 pediatri sulle tecniche salva vita. Cosi’ da poter, a loro volta, fornire informazioni e aiuto ai pazienti e ai genitori che seguono ogni giorno in studio.
