
In Toscana si vive di piu’ che nel resto d’Italia. La speranza di vita alla nascita e’ 80,2 anni per i maschi e 85 anni per le femmine, circa 10 mesi in piu’ per gli uomini e 6 mesi in piu’ per le donne rispetto al resto del Paese. Sono i dati che emergono dall’undicesima edizione del rapporto Osservasalute 2013 promosso dalla Regione Toscana. In particolare, i maschi toscani hanno guadagnato 153 giorni di speranza di vita grazie alla riduzione della mortalita’ per tumori (guadagno medio nazionale di 116); per le donne il guadagno maggiore si e` avuto per riduzione della mortalita’ per malattie del sistema circolatorio (181 giorni contro 117 giorni di guadagno medio italiano), a cui fa seguito un guadagno di 107 giorni per riduzione della mortalita’ per tumori (a livello nazionale: 31 giorni). Conseguentemente, la Toscana e’ tra le regioni italiane piu’ interessate dal fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, con ben 187,3 anziani (over- 65) ogni 100 giovani (0-14 anni), a fronte di un valore nazionale 148%. Inoltre la Toscana presenta la piu’ alta percentuale di ultra65enni maschi con disabilita’ che vivono soli (41,59% vs dato italiano del 19,93%), da cui deriva un elevato carico economico e sociale sulla popolazione attiva. Spetta anche alla Regione Toscana il primato della minore percentuale in Italia di anziane sane che vivono sole (28,17% vs dato nazionale del 35,39%). La Toscana si riconferma al primo posto per consumo di antidepressivi, con 55,1 dosi giornaliere per 1000 abitanti (vs valore nazionale del 36,8), anche se si registra una lieve flessione rispetto al dato dello scorso anno, cosi’ come risulta diminuito, seppur di poco, il tasso di suicidio (7,56 per 100.000 vs 7,81 dello scorso anno). Buona la pagella, come sempre negli ultimi anni, per le performance di assistenza ospedaliera. A questi indicatori, il rapporto di quest’anno aggiunge i dati di mobilita’ ospedaliera: la Toscana mostra un saldo di mobilita’ positivo che identifica una capacita’ di attrattiva di pazienti ospedalieri (11,2%), superiore alla percentuale di pazienti residenti “fuggiti” in altre Regioni (5,7%).