Per moltissimi italiani l’impotenza rappresenta ancora un tabu’ difficile da superare: su circa 3 milioni di uomini affetti da disfunzione erettile, infatti, meno di un milione risulta in terapia ufficiale. Ad evidenziare questo dato preoccupante e’ Vincenzo Mirone, ordinario di urologia all’universita’ Federico II di Napoli e segretario generale della Societa’ Italiana di Urologia, avvertendo che esiste ancora un’ampia fascia di pazienti che tace, cercando di risolvere il problema con il fai da te. “Nonostante gli uomini siano sempre piu’ consapevoli della necessita’ di chiedere aiuto in caso di difficolta’ di erezione e nonostante il ricorso alle cure cresca ormai di circa il 10% all’anno – spiega Mirone in occasione del congresso europeo di Urologia, in corso a Stoccolma – molti sono ancora quelli che non affrontano il problema”. L’errore peggiore, avverte l’esperto, “e’ l’autosomministrazione dei farmaci, ancora di piu’ se si sceglie di affidarsi a prodotti acquistati sul web del tutto privi di garanzie di sicurezza quando non addirittura pericolosi per la salute. Inoltre – sottolinea – nel caso di utilizzo di medicinali impropri vi e’ anche un’elevata probabilita’ di effetti collaterali gravi”. Che fare allora? La chiave per risolvere la disfunzione erettile, sostiene Mirone, “e’ anche in un buon rapporto medico-paziente, ma tuttora il 50% dei pazienti abbandona la terapia entro poche settimane proprio perche’ non si riesce ad instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione nel quale le caratteristiche dei farmaci e della cura siano ben spiegate all’uomo”. Dunque, e’ il consiglio dello specialista, “il dialogo fra medico e paziente e’ indispensabile sempre, ma lo e’ ancora di piu’ se c’e’ un problema di impotenza, proprio perche’ l’uomo va motivato e sostenuto nella terapia. A confermarlo – conclude – anche lo studio internazionale in corso di pubblicazione sulla rivista International Journal of Clinical Practice, presentato al congresso, condotto su circa mille uomini con disfunzione erettile ed in trattamento con la molecola Tadalafil, che evidenzia come nel momento in cui i pazienti vengono coinvolti attivamente dal medico e seguiti assiduamente, proseguono la terapia quotidiana e a sei mesi dall’inizio della cura oltre l’80% mostra significativi miglioramenti nella funzionalita’ erettile”.
