
“La malattia renale cronica e’ una patologia in progressiva espansione nella societa’ occidentale. Si stima che solo in Italia siano circa 5 milioni le persone affette da Insufficienza renale cronica (Irc), di cui 50.000 sottoposte a dialisi. Complessivamente nel nostro paese, secondo i piu’ recenti dati del censimento Sin, ogni anno si registrano circa 10.000 nuovi casi di pazienti con insufficienza renale che necessitano di dialisi cronica”. Lo ha detto Valentina Paris, presidente dell’Aned, l’associazione nazionale emodializzati-dialisi e trapianto onlus, a Bologna, dove e’ in corso l’assemblea annuale. L’assemblea ha toccato il tema dei diritti e tutele dei nefropatici. Per Paris, in un momento di spendig review, i tagli alla spesa sanitaria mettono in difficolta’ strutture e persone, e ha elencato una serie di difficolta’. Come “la mancata applicazione della legge 104 da parte dei datori di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori dializzati, il diritto dei pazienti al trasporto (previsto dai Lea) lasciato dalle Asl a un ‘privato selvaggio’, che oltre a riscuotere la quota prevista sollecita il paziente trasportato a contribuire con altro denaro, la giungla dei rimborsi tra e nelle stesse le regioni, le difficolta’ ad estendere – nonostante sia stato riconosciuto dalla Cassazione – la legge 210 nei casi di contagio contratto in dialisi, l’ingiustizia del rinnovo della patente ogni due anni per i pazienti trapiantati, in troppi casi una inutile corsa ad ostacoli per persone tornate ad una vita pressoche’ normale”. Un altro problema che deve essere affrontato con decisione per Paris e’ quello della prevenzione e diagnosi precoce, poiche’ “piu’ del 30% dei pazienti con malattia renale cronica inizia la dialisi senza alcuna diagnosi istologica. Bisogna aumentare l’attenzione alla prevenzione, alla diagnosi precoce, alla cura per arrestare la progressione o addirittura promuovere la remissione della malattia renale – ha evidenziato – lavori scientifici pubblicati dal gruppo di ricerca dell’Istituto Mario Negri di Bergamo (coordinato dal Prof. Giuseppe Remuzzi) mostrano quanto sia importante una diagnosi precoce per poter intervenire con una cura adeguata nella malattia renale iniziale e allontanare lo spettro della dialisi”.