Uno studio statunitense pubblicato sul Journal of General Physiology fornisce nuove prove del fatto che la pompa sodio-potassio sia piu’ complessa e piu’ versatile di quanto pensiamo. La pompa sodio-potassio e’ presente nella membrana superficiale di tutte le cellule e utilizza energia derivata dall’ATP (adenosina trifosfato) per trasportare ioni di sodio e di potassio in direzioni opposte attraverso il confine della cellula. La pompa svolge un ruolo fondamentale in molti processi importanti, tra cui gli impulsi nervosi, il battito cardiaco e la contrazione muscolare. Ora un team di ricercatori della Rockefeller University (Usa) ha dimostrato che, in aggiunta al suo ruolo di trasportatore di ioni di sodio e potassio, la pompa puo’ simultaneamente importare protoni nella cellula. Lo studio non fornisce solo la prova di questa funzione “ibrida” della pompa ma solleva anche importanti domande circa il potenziale coinvolgimento dell’afflusso di protoni mediato dal canale in alcune patologie. La pompa sodio-potassio esporta tre ioni di sodio fuori della cellula e importa due ioni di potassio all’interno durante ogni ciclo di trasporto. La ricerca ha rivelato che, durante questa fase, la pompa sviluppa un passaggio che consente ai protoni di attraversare la membrana. Quando la pompa rilascia il primo dei tre ioni di sodio, il sito di legamento appena svuotato diventa disponibile per il protone esterno, offrendogli l’ingresso nel citoplasma. L’importazione di protoni e’ alta quando la loro concentrazione extracellulare e’ alta (pH basso) e il potenziale di membrana e’ negativo. Gli autori della ricerca ipotizzano che l’afflusso di protoni potrebbe avere implicazioni in importanti malattie in cui il pH extracellulare e’ ridotto, come nei muscoli durante gli esercizi pesanti, nel cuore durante un attacco cardiaco e nel cervello durante un ictus.