I disturbi del sonno sono molteplici, insidiosi e spesso sottovalutati. La netta prevalenza riguarda le insonnie (ne soffre in modo persistente almeno il 10% degli individui della popolazione generale) ed i disturbi respiratori: russamento e apnee del sonno colpiscono infatti più di 4 milioni di italiani (4% degli uomini e il 2% delle donne) di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Le malattie del sonno, se non curate adeguatamente, possono essere altamente invalidanti e quelle respiratorie condurre alla morte per danno cardiovascolare. Ben oltre, quindi, i semplici effetti solitamente considerati, come occhiaie, irritabilità e stanchezza diurna. Le patologie esistenti sono circa 100: alcune sono solo accentuazione di manifestazioni fisiologiche o parafisiologiche, altre sono invece vere e proprie malattie gravate da alto rischio individuale e collettivo e di un notevole impatto sociale in virtù dell’elevata diffusione. Tra queste, la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (Osas), il più frequente disturbo respiratorio del sonno che ha un impatto epidemiologico pari al diabete. Ad oggi la formazione universitaria non contempla una scuola di specializzazione in “medicina del sonno” tralasciando dunque dall’insegnamento le problematiche che possono affliggere un terzo del nostro tempo. Tuttavia, a fronte di questa importante carenza formativa, l’Associazione Italiana Medicina del Sonno (Aims) ha istituito un master universitario e forma “Medici Esperti in Medicina del Sonno” e specialisti in Medicina del Sonno qualificati AIMS – come quelli dello Studio Medico Colombo, struttura che fa parte della rete sociosanitaria Sanares – promuovono visite gratuite, nel rispetto della multidisciplinarietà, coinvolgendo quindi pneumologi, otorinolaringoiatra ma anche psicologi, neurologi, cardiologi, odontostomatologi e dietologi. “Spero che l’iniziativa sia un punto di partenza per tutta la medicina del territorio” sottolinea Patrizia Palmieri dello Studio Medico Colombo. . Inoltre dal 9 all’11 maggi, a Roma, si terrà la quarta edizione di RomaSonno. Al Grand Hotel Melià specialisti di ogni parte d’Italia analizzeranno le patologie del sonno e di come queste possono alterare la qualità della nostra vita. “Ogni medico di medicina generale deve porsi il dubbio se il paziente abbia disturbi del sonno” afferma la Federica Tarantino, cardiologa che collabora all’iniziativa, ricordando che “la frequentissima Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (Osas) è associata a tutte le malattie cardiovascolari e ha un importante impatto sulla qualità della vita e sulla mortalità; è comunque diagnosticabile e i suoi effetti si possono correggere e limitare. Una sindrome troppo spesso sottovalutata”. “L’Osas è una malattia ‘killer’ poiché colpisce l’individuo nel suo momento di massima fragilità: quando dorme – spiega la Loreta Di Michele, pneumologo, medico esperto in disturbi del sonno (Aims) -. Il sonno non è uno stato di passivo abbandono privo di significato come ritenuto fino a non molti anni orsono. Nel sonno, e nelle sue alterazioni, possiamo trovare l’origine di patologie spesso considerate idiopatiche”, quelle malattie senza causa apparente come ad esempio l’ipertensione arteriosa. “L’Osas, meglio conosciuta come la malattia dei grandi russatori, ha una genesi multifattoriale in cui obesità, malocclusioni dentarie, predisposizione individuale e cattivi stili di vita – aggiunge – agiscono singolarmente o in sinergia nel determinismo della patologia. Pur riconoscendo un meccanismo respiratorio, in cui il russamento e l’apnea rappresentano i principali segni, il sintomo con cui si manifesta principalmente è un sintomo neurologico: la sonnolenza diurna. L’eccessiva Sonnolenza Diurna (EDS) spesso non è percepita dal soggetto che soffre di apnee notturne e può presentarsi nei momenti meno appropriati come ad esempio alla guida dell’auto. Non a caso recenti dati epidemiologici dimostrano come la EDS sia la causa/concausa del 21,9% degli incidenti stradali maggiori. In questa stima è tuttavia doveroso sottolineare anche il ruolo di altre cause di EDS come la narcolessia, l’abuso di farmaci e alcool, la volontaria privazione di sonno”.