
Quarantacinque geologi e 133 ingegneri in giro per la Sardegna insieme alla Protezione civile. Obiettivo: fare la conta dei danni subiti dalle infrastrutture a causa dell’alluvione dello scorso 18 novembre. A Olbia, sono state oltre 300 le verifiche dei danni al patrimonio privato, con la redazione di circa 240 schede per un ammontare complessivo di oltre 3 milioni di euro. Ma e’ stata anche l’occasione e per costruire una mappa di tutte le situazioni di pericolo. La ricognizione e’ terminata lo scorso 25 febbraio. I professionisti (in 400 avevano dato la disponibilita’) hanno eseguito sopralluoghi in 37 comuni distribuiti nella provincia di Olbia-Tempio, Nuoro, Oristano e Medio Campidano, compilando le schede riguardanti i danni subiti dal patrimonio pubblico e privato oltre a quelle del “rischio residuo” relative alle problematiche del dissesto idrogeologico ancora presenti nel territorio. “L’esperienza sul campo ha messo in luce – spiega Giancarlo Capitta, presidente della Federazione degli Ordini provinciali degli ingegneri – la necessita che nella gestione del territorio le amministrazioni locali possano disporre di risorse e di adeguate competenze professionali per gestire le manutenzioni e prevenire le emergenze”. Il bilancio? “I dati consegnati – sottolinea Davide Boneddu, presidente dell’Ordine dei geologi della Sardegna – indicano non solo la necessita?di intervenire con urgenza al ripristino delle infrastrutture, per una quanto piu?rapida ripresa della quotidianita e delle attivita?produttive, ma restituiscono la fotografia di un territorio fortemente necessitante di interventi di manutenzione coadiuvati da politiche di gestione diventate indispensabili e contingenti al fine di consentire una sempre piu?responsabile e consapevole convivenza tra uomo e ambiente”.