Spazio: stasera il lancio del satellite che aiuterà a studiare i terremoti

CopernicusDarà un aiuto senza precedenti a capire terremoti e vulcani, il satellite europeo che alle 23:02 italiane verrà lanciato dalla base europea di Kourou, nella Guyana Francese. E’ il primo satellite della costellazione Copernicus, del valore di 2,3 miliardi, promossa da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Ue. La sua antenna radar (Sar) da 12 metri permettera’ di raccogliere dati senza precedenti e con un intervallo di appena cinque ore quando, il prossimo anno, sara’ in orbita anche il suo ‘gemello’, Sentinel 1B. A cinque anni da terremoto dell’Aquila e mentre la terra continua a tremare in Cile, una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications vede nelle nuove ‘sentinelle’ del pianeta la chiave per stabilire finalmente un legame tra le eruzioni vulcaniche e le deformazioni del suolo che avvengono lungo le placche tettoniche e le dorsali oceaniche. Ne sono convinti i ricercatori britannici coordinati da Juliet Biggs, della Scuola di Scienze della Terra dell’universita’ di Bristol. Hanno studiato oltre 500 vulcani, alcuni dei quali sono stati osservati sistematicamente per 18 anni, e adesso attendono la ‘rivoluzione’ alle porte con l’arrivo dei satelliti Sentinel. ‘’I satelliti radar sono perfetti per identificare i vulcani irrequieti su scala regionale e globale’’, osserva Biggs, Per il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) sono benvenuti i satelliti che permettono di misurare le deformazioni del terreno giorni o addirittura ore prima di un terremoto e che potrebbero osservare eventuali deformazioni. ‘’Al momento non esistono modelli di riferimento per stabilire un legame tra le deformazioni del suolo e l’attivazione di una faglia’’, osserva. ‘’Avere a disposizione i dati raccolti da piu’ satelliti che compiono passaggi piu’ frequenti portera’ sicuramente a misure di maggiore precisione e potra’ evidenziare fenomeni che altrimenti non potremo vedere, come le dorsali oceaniche e le zone di subduzione’’.