
Quasi tutta la luce del Sole proviene da una zona chiamata fotosfera. Il disco solare appare meno brillante verso il bordo che al centro. Questo oscuramento avviene perchè il Sole è gassoso e in parte trasparente: un osservatore che guardi il centro del disco vede in verticale fino agli strati più profondi della fotosfera, che sono caldi e luminosi. Se guarda invece il margine del disco vedrà, da una certa angolazione, strati più freddi e meno brillanti. La fotosfera è composta da milioni di granuli brillanti che si formano, si spostano e svaniscono, con una vita media di circa 8 minuti. Il granulo, che ha circa 1000 Km di diametro, è una cella individuale entro la quale i gas caldi salgono dall’interno, si allargano, si raffreddano e poi ridiscendono nuovamente nelle zone intermedie più scure. Esiste anche, su scala maggiore, una rete di celle supergranulari, ciscuna contenente centinaia di singoli granuli; esse corrispondono a linee di circolazione che si estendono più in profondità nell’interno.
SPICOLE – All’esterno della fotosfera del Sole vi è uno strato gassoso, la cromosfera, dallo spessore variabile da 2000 Km a circa 10.000 Km. Esso è composto da centinaia di migliaia di lingue di gas caldi chiamate “spicole”, con temperature che vanno da 10.000K a 20.000K. Le spicole salgono a quote di 10.000 Km prima di ricadere, ed hanno una vita media di 5-10 minuti. Su scala maggiore la cromosfera mostra una struttura cellulare nota come “rete cromosferica”, le linee della quale sono contraddistinte da gruppi di spicole concentrate ai confini dei supergranuli nella fotosfera sottostante.
BRILLAMENTI – I brillamenti sono i più violenti tra i fenomeni solari. L’energia immagazzinata nei campi magnetici, distorti e deformati, collegati ai gruppi complessi di macchie, viene liberata in maniera improvvisa ed esplosiva, nessuno sa come esattamente: particelle atomiche vengono esplose lontano, onde d’urto percorrono la superficie solare e attraversano l’atmosfera, viene emesso ogni tipo di radiazioni elettromagnetiche, dai raggi gamma alle onde radio. Un brillamento raggiunge il suo apice di luminosità in pochi minuti e poi diminuisce; la durata totale del fenomeno è variabile da un minimo di qualche minuto fino a poche ore.