“In Italia dal 1861 ad oggi abbiamo avuto 35 disastri sismici, terremoti con elevato ed esteso impatto distruttivo, in media uno ogni 4-5 anni con gravi danni a 1.560 localita’, fra cui 10 citta’ capoluogo”. Lo ha affermato il sismologo dell’Ingv, Gianluca Valensise, oggi a L’Aquila in occasione dell’anniversario del terremoto del 6 aprile del 2009. “L’Italia ha un patrimonio edilizio storico -ha proseguito Valensise- che comprende oltre il 65% del costruito attuale”. Eppure, ha avvertito il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologici, Gian Vito Graziano, “la cultura geologica italiana sta rischiando di scomparire”. “Basti pensare -ha continuato Graziano- che a seguito della riforma universitaria ed i tagli alla spesa sono stati chiusi in pochi anni molti Dipartimenti di Scienze della Terra, che da 28 sono oggi ridotti a soli 8 sull’intero territorio nazionale”. “Non mi pare che proprio questo Paese possa permetterselo perche’ -ha sottolineato il numero uno del Cng- da una parte possiede un immenso patrimonio di georisorse, dall’altro conta 29.000 scuole sono in aree potenzialmente a rischio sismico ed una scuola su due e’ senza certificato di agibilita’. Molti edifici scolastici, ma anche molte strutture pubbliche e private, sono stati costruiti prima del 1974, anno in cui sono entrate in vigore le norme antisismiche”. Da L’Aquila i geologi hanno quindi rivolto alle istituzioni nazionali l’ennesimo appello al rafforzamento della cultura geologica a cominciare dagli insegnamenti scolastici.
