Il terremoto che ha colpito il Cile, di magnitudo 8,2, e’ stato originato dalla spinta della placca di Nazca contro quella Sudamericana: una faglia molto attiva e protagonista nella storia anche del piu’ violento terremoto mai registrato, nel 1960 con una magnitudo di 9,5. “Il sisma registrato stanotte – ha spiegato Alberto Michelini, direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) – e’ il prodotto della spinta di due placche, piu’ precisamente la ‘scivolamento’ (subduzione) della placca di Nazca sotto quella sudamericana”. Si tratta di un avvicinamento di circa 6,5 centimetri l’anno che produce punti di ‘attrito’, blocchi dove si accumula per anni energia e che viene poi improvvisamente liberata. Una regione quindi altamente sismica e frequentemente colpita da violenti terremoti, l’ultimo dei quali nel 2010 con una magnitudo di 8.8. “Quello di questa notte – ha proseguito Michelini – e’ stato un terremoto forte ma non fortissimo se confrontato con altri violenti terremoti che hanno gia’ colpito la regione nel passato. Le stringenti norme antisismiche adottate in Cile e il sistema di allarme tsunami hanno sicuramente permesso di limitare di molto i danni e le vittime”.
