Una vera e propria tempesta artica, nelle prossime ore, si preparerà ad investire le coste artiche della Russia settentrionale, affacciate sul mar di Barents, e il settore più meridionale della Novaja Zemlja, a causa del passaggio di una profondissima circolazione depressionaria extratropicale, colma di aria molto gelida in quota, d’estrazione artica. Questo profondissimo vortice depressionario polare, interamente riempito di aria molto gelida d’estrazione artica che si invortica su se stessa, presenta un minimo barico al suolo di ben 970 hpa (abbastanza profondo). Nel corso delle prossime ore questo profondo ciclone artico, con il suo annesso sistema frontale nei bassi strati, tenderà a spostarsi sul freddo mar di Kara, andandosi a localizzare nel tratto di costa artica siberiana antistante la penisola di Gyda, nell’estremo settore nord-occidentale della Siberia, dove si verificheranno delle fitte nevicate, anche di moderata intensità. La struttura ciclonica, inoltre, è alimentata, lungo il suo margine più meridionale, dal passaggio di un “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”) del “getto polare”, che dall’estremo nord della Scandinavia si muove a gran velocità sopra i cieli della penisola di Kola e la parte più settentrionale della Russia europea. Questo “Jet Streak”, attivato dall’intenso “gradiente di geopotenziale” che si è venuto a creare sulla penisola Scandinava, bordando la profonda circolazione depressionaria presente davanti la costa artica russa, tende ad imprimere su di essa una significativa vorticità positiva all’interno del sistema ciclonico, approfondendolo ulteriormente.
Difatti la profonda depressione polare, colma di aria gelida a tutte le quote, è provvista di un intenso “gradiente barico orizzontale” nel suo bordo più occidentale, con isobare molto fitte e ravvicinate fra di loro che stanno attivando forti venti di burrasca, prevalentemente da O-NO e NO, che in queste ore stanno spazzando il settore orientale del mar di Barents, la Novaja Zemlja e la regione più settentrionale degli Urali, dove i venti molto forti da NO, con raffiche che superano agevolmente i 70-80 km/h, localmente anche più di 90 km/h, stanno dando luogo ad autentiche tempeste di neve, con un diffuso “scaccianeve basso” (la neve al suolo sollevata e fatta turbinare dal vento) che sta provocando drastiche riduzioni della visibilità orizzontale.
Nella città di Vorkuta, nel nord degli Urali, il forte vento da NO che comincia a spazzare l’area ancora ben innevata, con raffiche che superano i 70 km/h, sta producendo un forte “scaccianeve basso” che sta rendendo quasi nulla la visibilità orizzontale, riducendola a soli 200 metri, mentre il termometro è scivolato a -8°C. Una bufera di vento e neve, con “scaccianeve” e visibilità ridotta a pochi metri, sta colpendo con durezza pure la città di Anderma, sulla costa artica russa, affacciata sul mar di Kara. Qui il tempo particolarmente avverso, unito alle temperature largamente sotto gli +0°C, stanno rendendo impossibile lo svolgimento di qualsiasi tipo di attività, costringendo la popolazione locale a stare al chiuso in casa, in attesa che passi la tempesta. Ma la situazione, nel corso delle prossime ore, è destinata a peggiorare ulteriormente, a causa del graduale spostamento verso sud-est della profonda circolazione depressionaria.
Questa, durante la mattinata odierna, con l’associato sistema frontale nei bassi strati, muovendosi sopra il freddo mar di Kara, poco a nord della penisola di Gyda, impatterà lungo il margine nord-orientale del promontorio anticiclonico dinamico di matrice oceanica, che dalla Scandinavia distende i propri elementi principali in direzione della Russia europea, presentando un marcato assetto zonale. Tale contrapposizione barica, fra la profonda depressione polare, posizionata a ridosso della penisola di Gyda, e la figura anticiclonica dinamica, distesa fra la Scandinavia e la Russia, contribuirà a comprimere ulteriormente il già forte “gradiente barico orizzontale” presente lungo il bordo occidentale della circolazione depressionaria.
Questa marcata compressione del “gradiente barico orizzontale”, prodotta dall’interazione delle strette isobare cicloniche sopra le isobare di forma ellittica che caratterizzano il promontorio anticiclonico russo-scandinavo, determinerà una significativa intensificazione delle già forti correnti nord-occidentali, che dal mar di Barents spireranno con forza in direzione delle coste artiche della Russia europea e della Novaja Zemlja, con raffiche capaci di raggiungere la soglia degli 80-90 km/h. Specie nel tratto fra il settore meridionale della Novaja Zemlja e l’isola di Vajgac, dove i fortissimi venti da NO potranno lambire la soglia dei 90 km/h. Le forti burrasche da NO che spazzeranno il settore meridionale del mar di Barents, non coperto dai ghiacci, solleveranno anche un imponente moto ondoso, con onde che saranno in grado di raggiungere anche i 5-6 metri di altezza, che andranno ad abbattersi sulla costa artica russa, nel tratto ad est della penisola di Kanin.

Su alcune località della Siberia occidentale tornerà a cadere la neve, grazie all’afflusso delle masse d’aria artiche dal mar di Kara che produrranno un significativo abbassamento della quota dello “zero termico”, fino a quote pianeggianti sul nord della Siberia centro-occidentale, dove le precipitazioni associate al transito del sistema frontale collegato al profondo ciclone extratropicale, assumeranno prevalente carattere nevoso. Nei giorni successivi questa avvezione fredda traslerà verso la Siberia centrale, per merito di un “tilting” verso levante del promontorio anticiclonico interciclonico che dalla Russia europea si sposterà in direzione del Kazakistan e della Siberia sud-occidentale.
